<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-8386511913605747065</id><updated>2012-02-16T14:12:15.659-08:00</updated><title type='text'>lanny's big family</title><subtitle type='html'>a ground breaking reactor</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://alebadgifts.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8386511913605747065/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://alebadgifts.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>donaz</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02075661817352939469</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>25</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8386511913605747065.post-3105776934351766149</id><published>2008-05-04T23:03:00.001-07:00</published><updated>2008-05-06T08:02:08.059-07:00</updated><title type='text'>Real TV</title><content type='html'>&lt;p class="MsoNormal" style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;Minneapolis, davanti alla televisione:&lt;/span&gt; a casa nostra l’informazione non è libera. La notizia è arrivata persino qui e gli amici non smettono mai di ricordarmelo con retrogusto di sfottò. Per mancanza di coraggio, non ho pubblicato nulla in questi tre mesi, nonostante abbia scritto con regolarità. Prima di partire pubblicherò tutto, evitando il rientro anticipato. Intanto, ho provato a inseguire il miraggio della televisione libera. Ho chiamato la compagnia che fornisce la connessione internet e ho chiesto l’estensione alla televisione via cavo, opzione &lt;i&gt;basic&lt;/i&gt;, che permette di vedere in chiaro venticinque canali. La televisione pubblica è ridotta a cinque emittenti, di cui quattro di predicatori con maratone forzate di esegesi. Considerando che la quinta rete trasmette da cinquecento metri da casa e il segnale non riesco a prenderlo, ho fatto un balzo in avanti. Ho trovato la CNN e la BBC e altre emittenti affidabili da cui ascoltare le notizie senza dover andare da Sally’s. Il resto è tele-anarchia e considerando la mia passione per la tv spazzatura direi che la seguo più dei canali seri. Ho scoperto che il rincretinimento, che da noi è organizzato, c’è anche qui, ma in questo caso si capisce che è un effetto necessario per mantenere qualche isola di sensatezza. Nel mio pacchetto tv (soli trenta dollari mensili più trenta di internet e “&lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;passo la giornata in poltrona&lt;/span&gt;”, come recita lo slogan), quindici canali su venticinque trattano televendite o sono autogestiti da patron in depressione e in forte controtendenza stilistica. Ventiquattro ore su ventiquattro, prestigiosi &lt;i&gt;self made man&lt;/i&gt; sponsorizzano i&lt;span style="font-size:0;"&gt; &lt;/span&gt;loro prodotti, che vanno dalle assicurazioni sulla vita, alle rivendite di gioielli usati, agli arredamenti dismessi dagli alberghi, al &lt;i&gt;confusion muscle training&lt;/i&gt; per diventare dei supereroi dei fumetti. Mastrota sembrerebbe sincero a confronto di Tommy MacAllister che parla (anche lui!) da una scrivania in ciliegio, primo piano sulle suole degli stivali piazzati a fianco del portapenne (sta sempre con i piedi sul tavolo). Rick&amp;amp;Gian che si prendono a schiaffi per il mobile dell’azienda di Lissone fanno quasi tenerezza a confronto dell’aggressività con cui il sostituto del compianto Chef Tony affetta sampietrini nel tentativo di vendere il pericoloso set di coltelli (nota sullo Chef Tony: nel centro commerciale di Minneapolis, il più grande d’America, c’è il suo santuario con tanto di sagoma che propone il ceppo con le lame, &lt;i&gt;as seen on tv&lt;/i&gt;). Capitolo a parte, molto più affascinante, sono le televisioni “fatte” dai telespettatori. Si tratta di emittenti locali il cui palinsesto è formato da clip, registrazioni e filmini amatoriali che gli spettatori in grado di pagare vogliono trasmettere. Ce ne sono tre: due sono televisioni etniche, una della comunità somala e l’altra di quella etiope. La terza è davvero interessante per la sua insensatezza: scopro che la gente paga per trasmettere elaborati ridicoli. Capisco così che qui sono già allo stadio successivo, ovvero che il pubblico è diventato ormai acefalo sotto i colpi della stupidità organizzata e non riconosce più la bontà di avere emittenti responsabili. Ci sono, ma i canali più gettonati sono altri. La domenica mattina, il club dei cinofili manda in onda due ore di interviste a catena a padroni e veterinari a cui vengono rivolte domande ovvie che terminano tutte con un gingle la cui unica strofa è &lt;i&gt;I love my dog&lt;/i&gt; cantato da voci bianche. Il montaggio è realizzato in modo che l’intervista finisca sempre con un primo piano dell’intervistato che dice &lt;i&gt;because&lt;/i&gt; dando il via a trenta secondi di gingle a motivare la risposta. A Nazzareno Balani verrebbe un infarto. Segue un programma di musica leggera (primo video) in cui un uomo canta dall’angolo in basso dello schermo. Non cambia mai niente, nemmeno la canzone, si vede la faccina, il resto è l’ufficio. Il rincretinimento aumenta senza sosta fino all’arrivo del delirio di mezzanotte. C’è un secondo programma musicale, condotto da un individuo che porta almeno due paia di occhiali, di cui uno sulla fronte. Lo sfondo è psichedelico, lo scopo non esiste: i concorrenti, supposti tali, chiamano e cantano la prima cosa che gli passa per la testa per vincere un premio non specificato (perchè anch’esso inesistente). Di norma, i concorrenti sono stonati e le canzoni deprimenti, voci da un manicomio su uno sfondo di allucinazioni da LSD (vale la pena di vedere il secondo video fino alla comparsa dei due conduttori con il pollo di gomma con gli occhiali stile Mondaini). Più abbordabile è il canale etiope, che alterna programmi musicali della Sabatan Music Television, The Cities Sound, a storie di vita narrate da Rashad Hasan e seguite da breve dibattito in studio. Le storie sono parabole di comportamento del perfetto gentiluomo etiope, con tanto di morale e costante richiamo al valore delle tradizioni, che vanno conservate anche lontano dalla patria. Il perfetto etiope aborrisce la violenza del rap, veste abiti tradizionali, in ogni occasione porta i mocassini, non guida SUV ed è ecosostenibile. Spesso rimprovera la moglie, ma con indulgenza (la moglie non replica mai). Non sorride molto, ma neanche si lamenta, è uomo di straordinaria pacatezza. Evidentemente si scatena in privato con l’emittente musicale. Il momento di aggregazione avviene durante il karaoke. Il pezzo più accattivante passa sotto l’interpretazione di un militare che canta sullo sfondo di una bandiera del fronte di indipendenza mentre gli spettatori si alzano per andare a toccarlo in segno di ammirazione (nota per Reno: secondo me il pezzo ti piace, almeno la base). Ormai passo ore a guardare la televisione. Credo in tutti i tipi di contratti: nel contratto con gli Italiani, nel contratto con gli Americani, nella scrivania in ciliegio, nella stanza ovale, nei consigli di Jarod che va a pescare gli storioni sul rio della Amazzoni, nel set di coltelli che tagliano il marmo, nelle bugie dei bugiardi, nella compassione delle signore che curano i randagi. E che, per la prima volta nella storia del loro club, hanno alzato la voce con l’amministrazione: vogliono che anche in Minnesota, come a Ginevra, per comprare un cane sia necessario fare un test psico-attitudinale per evitare l’abbandono e testare la sincerità del padrone. Non è escluso che anche qui, dai futuri padroni di cani si passi ai magistrati.&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: center"&gt;&lt;object width="320" height="266" class="BLOG_video_class" id="BLOG_video-2f2929c4b3b6f55f" classid="clsid:D27CDB6E-AE6D-11cf-96B8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/get_player"&gt;&lt;param name="bgcolor" value="#FFFFFF"&gt;&lt;param name="allowfullscreen" value="true"&gt;&lt;param name="flashvars" 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type='text/html' href='http://alebadgifts.blogspot.com/2008/05/minneapolis-davanti-alla-televisione.html' title='Real TV'/><author><name>donaz</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02075661817352939469</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8386511913605747065.post-6652133355365180692</id><published>2008-01-23T21:34:00.000-08:00</published><updated>2008-01-24T13:29:54.254-08:00</updated><title type='text'>Ah che rebus!</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;Puntata speciale.&lt;/em&gt; Dopo essere stato tacciato di dietrologia e di farmi messaggero gratuito di temi sovversivi, propongo ai miei lettori e detrattori questa vera e propria accusa cifrata e ben mirata. Si tratta di una domanda, molto importante. Il suo significato è immediato, non tipo "le fragole sono mature" alla Cossutta. No. L'interessato capirà subito e non potrà esimersi dal rispondere. Basterà una riga, postata nei commenti. Ci tengo. Ma tengo anche ai tentativi di chi vuole indovinare la soluzione. Già immagino il fervore con cui il destinatario leggerà questi passi, l'astuzia con cui decifrerà il messaggio. Forse metterà mano al telefono (lo spero) non so se direttamente dall'ufficio (forse sarebbe meglio lavorare piuttosto che visitare siti di dubbio contenuto come questo) o da casa. Mi rimpacchetteranno, mi daranno il foglio di via. Sicuro.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5158915696007636034" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp0.blogger.com/_0FlePa74MlE/R5gmfg645EI/AAAAAAAAAD8/3OJ-UBrab1w/s400/rebusBlog.gif" border="0" /&gt;&lt;em&gt;Il rebus. Il punto di domanda è sottinteso.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8386511913605747065-6652133355365180692?l=alebadgifts.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://alebadgifts.blogspot.com/feeds/6652133355365180692/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8386511913605747065&amp;postID=6652133355365180692' title='7 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8386511913605747065/posts/default/6652133355365180692'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8386511913605747065/posts/default/6652133355365180692'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://alebadgifts.blogspot.com/2008/01/ah-che-rebus.html' title='Ah che rebus!'/><author><name>donaz</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02075661817352939469</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp0.blogger.com/_0FlePa74MlE/R5gmfg645EI/AAAAAAAAAD8/3OJ-UBrab1w/s72-c/rebusBlog.gif' height='72' width='72'/><thr:total>7</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8386511913605747065.post-118293975302293285</id><published>2008-01-21T18:58:00.000-08:00</published><updated>2008-01-22T10:49:22.409-08:00</updated><title type='text'>Trenta gradi sotto zero</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;Minneapolis, University Avenue:&lt;/em&gt; un vento a 30 gradi sotto zero / incontrastato sulle piazze vuote contro i campanili / a tratti come raffiche di mitra / disintegrava i cumuli di neve. University Avenue, che da Saint Paul fila dritta a Minneapolis per dieci miglia, sembra la prospetiva Nevskij di San Pietroburgo e di Franco Battiato. Il cielo è grigio per le scaglie di neve che il vento rimescola. Certe mattine non si vede oltre dieci metri. Altre, i colori sono elettrici, il bianco è accecante, ma l'aria irrespirabile e il fiato brina contro la sciarpa. E noi che fino a tre giorni fa ci preoccupavamo dell'effetto serra e pregustavamo la conferenza indetta a causa dello scioglimento della neve. Noi pulcini. Noi ambientalisti allarmisti. Noi edonisti fancazzisti, per dirla con Sarti, che speravamo nell'evento per saltare la giornata di prove. Ci sveglieremo alle sette per arrivare controvento in università e non sentire più piedi, mani e gola, mentre un vecchio compiaciuto parlerà del rientrato allarme e, statistiche alla mano, ci rincuorerà sulla severità del freddo. La gente del posto va in giro vestita come noi in autunno o in primavera: il neoacquisto Jake, minneapolitano purosangue, affronta la tempesta con felpa e cappello di lanetta, sotto t-shirt a maniche corte che sfoggia ogni volta che tira fuori qualcosa dal forno del laboratorio. Le giacchette di velluto sono un capo invernale di gran classe e la gonna corta può essere portata con normali calze di nylon. L'altra sera ho visto bambine-virago uscire dalla piscina in sandali e trotterellare verso il pullman (vinceranno medaglie olimpiche e in una decina d'anni cambieranno sesso). Visione che neanche Lisitskij sarebbre riuscito a fotografare. A sottolineare l'importanza della stagione, per le strade sono comparsi i cartelloni giallo blu della campagna antisuicidio, con consiglio salvavita "if you feel depressed, call a doctor" e foto del suicida con anno di nascita e morte. Quando ho domandato un parere all'amico e capitano della squadra Mark H*****, la risposta è stata "lo conoscevo", seguita da un cenno impietoso alla foto, come a dire "e se non s'ammazza uno con quella faccia..." per poi passare a raccontarmi che una volta ha giocato contro una selezione giovanile italiana che schierava in attacco la grande promessa Nello Russo. Io ho ribattuto che più volte ho giocato contro Antonino Lopetuso, per gli amici Lopez e per i nemici Petuso, figlio della portinaia di casa Lulù Oliveira, grande promessa del quartiere persarsi nel fumo e nei Teletutto. L'approfondimento sulla campagna antisuicidio è finito così e meno male che da queste parti la prendono alla leggera perchè il numero dei morti annuali fa concorrenza al nord Europa. Le giacchette di velluto, le battute sui suicidi, le conferenze truffa sull'effetto serra mi fanno pensare che sia un modo per esorcizzare l'inverno. Al supermercato si trovano angurie, ciliege, fragole e pesche. L'organizzazione del semestre sportivo è pressochè invariata, il campo da calcio è usato per l'hockey su prato. La gente fa jogging e riesce a respirare. Il comune ha lanciato per il prossimo week-end il divertente carnevale nella neve per bambini che vogliono prendere la broncopolmonite. Il mio vicino ha coperto con un telo le statue della Madonna, del nano, del leone e del cerbiatto, raccogliendole intorno a un lume per evitare che la neve le sommerga. In sostanza, ha rappresentato un rito pagano nel giardino di casa. Le persone che vengono da fuori si riconoscono per il passamontagna e i giri di sciarpa che avvolgono al collo. Io ho scelto il look Hamas: nella foto, non mi sto preparando per l'Intifada, nè per l'attacco sonoro al Papa, sto soltanto uscendo a fare la spesa. Ho in programma di comprare l'anguria, cercare il maraschino o la panna ed esorcizzare l'arrivo del generale inverno con un piatto estivo. Le previsioni dicono che il picco di minima deve ancora arrivare e la temperatura scenderà a -40°C. Da casa, sotto due strati di coperte e col riscaldamento al massimo, voglio festeggiare il record con un cocktail fresco. Adesso anch'io avrò qualcosa da raccontare ai miei nipoti ai pranzi di Natale. Adesso anch'io come Peppino Prisco andrò avanti anni a infilare la mia campagna di Russia in ogni discorso, suffragando l'importanza del mio punto di vista col fatto che ho preso freddo da giovane. Anch'io. E non sono ceci bianchi sulla spiaggia di Militello.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5158163040987611042" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp0.blogger.com/_0FlePa74MlE/R5V59Oedf6I/AAAAAAAAADk/2DWWqREOsaE/s400/a+(153).jpg" border="0" /&gt;&lt;em&gt;Prima di fare la spesa.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8386511913605747065-118293975302293285?l=alebadgifts.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://alebadgifts.blogspot.com/feeds/118293975302293285/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8386511913605747065&amp;postID=118293975302293285' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8386511913605747065/posts/default/118293975302293285'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8386511913605747065/posts/default/118293975302293285'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://alebadgifts.blogspot.com/2008/01/trenta-gradi-sotto-zero.html' title='Trenta gradi sotto zero'/><author><name>donaz</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02075661817352939469</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp0.blogger.com/_0FlePa74MlE/R5V59Oedf6I/AAAAAAAAADk/2DWWqREOsaE/s72-c/a+(153).jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8386511913605747065.post-1796366035198254434</id><published>2007-12-20T23:16:00.000-08:00</published><updated>2007-12-20T23:41:47.540-08:00</updated><title type='text'>Kaiser Sose</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;St. Paul, al supermercato: non credo che questo racconto abbia la forza della trilogia scarcelliana. In proposito, la mia classifica vede al primo posto l’episodio delle vecchie incontinenti che citofonano per usare il gabinetto, lo usano e se ne vanno senza pulire. Al secondo posto colloco lo Sciamano galiziano e il suo cane di nome Cartina; al terzo, il rasta con le carte esoteriche. Premetto che durante il mese di silenzio anche a me è capitato il primo episodio, protagonista un corpulento idraulico tatuato con fiamme sul collo che si è impadronito del mio gabinetto, obbligandomi poi a lasciare le finestre aperte per un giorno intero, fuori -15°C. Ma io preferisco il racconto che segue per il suo connotato sociale. Sono in coda al supermercato, sto sistemando la spesa sul nastro quando si sente un urlo. La cassiera s’abbassa di scatto. Altre urla, la gente in coda spinge, qualcuno scappa. Un nero fugge verso l’uscita ed è braccato da due vigilanti che lo immobilizzano. In un secondo, una decina di commessi gli sono attorno. Silenzio. La gente non capisce, qualcuno se ne va di corsa abbandonando i pacchi. La cassiera finisce di battere i prezzi e chiude la cassa. Il nero viene portato verso il luogo dell’incidente. Ci vado anch’io, assieme ai soliti curiosi che intralciano i soccorsi. A terra c’è un sudamericano zoppo in mezzo a cocci di vetro e paccottiglia. Poco lontano c’è un carrello con alcune confezioni di wurstel, birra e una fila di gratta e vinci. Un paio di commessi cercano di sollevare lo zoppo, ma quello si ostina a rimanere a terra, piagnucolando e tenendosi la gamba. In mezzo ai cocci c’è il cestino della spesa con delle bottiglie in frantumi e una piccola pozza. Lo riconosco: mentre arrancava, non mi era passato inosservato perchè oltre ad avere la gamba sinistra storta e più corta della destra, è pure fortemente strabico. Un monumento all’asimmetria, non c’è niente di dritto nel suo corpo. Il nero viene portato di fronte allo zoppo e comincia il battibecco. È evidente che lo zoppo sta simulando peggio di Lulù Oliveira, ma ha dalla sua l’invalidità e vuole ricavare qualcosa. Non si capisce niente di quello che dicono, ma la dinamica è chiara. Lo zoppo stava passando di fianco agli scaffali coi soprammobili natalizi quando alla sua destra spunta il nero col carrello e lo colpisce alla gamba buona. Lo zoppo crolla contro lo scaffale, tirando giù tutto. Il nero intuisce che dovrà pagare molto più che wurstel e birra e che i gratta e vinci non gli saranno di aiuto. Allora scappa, abbandonando il carrello. Tutti pensano a una rapina e scoppia il parapiglia. Oltre a risarcire il danno, l’uomo dovrà rispondere di procurato allarme e pagherà molto di più di quanto pensa. D’ora in avanti, lo zoppo andrà in giro con le gambe a X. Qui il supermercato è lo specchio della disuguaglianza sociale e mostra per intero la distanza fra ricchi e poveri, bianchi, neri e ispanici. Ci sono due tipi di pane, quello in cassetta che costa circa 3$ la confezione e il pane sfuso, praticamente gratis. Il pane sfuso viene rovesciato in grossi cesti e la gente lo tasta per scegliere quello che preferisce, strappandoselo letteralmente di mano. A ogni nuovo arrivo attorno al cesto c’è una ressa incredibile. Le ultime pagnotte sono un concentrato di impronte digitali e sporcizia varia. Certe scene ricordano i supermercati di Praga in gita in quarta superiore, quando Tronconi si fece fare un panino con l’ultima, solitaria pagnotta del cesto post-comunista e post-separatista. Eroica la pagnotta ed eroico Tronconi a sfidare l’e-coli in nome del defunto ideale. Nell’America che produce troppo cibo, che deve buttarlo, bruciarlo, trasformarlo in diesel o rivenderlo, il pane sfuso è il prodotto più gettonato, insieme ai gratta e vinci e agli alcolici. Come direbbe Teo, chi ha i denti non ha il pane e chi ha il pane non ha i denti. Ma è sempre chi non ha il pane a comprare il gratta e vinci. Leggo oggi sul Time che il Minnesota è il secondo stato più sano e col welfare più alto degli Stati Uniti. Contando la quantità di obesi e di risse fra straccioni che si vedono in giro, mi chiedo cosa significhi vivere in Louisiana o in Missouri, i due stati che occupano l'ultima posizione. Me ne vado pensando che tutto sommato lo Sciamano galiziano è molto più interessante di una constatazione poco amichevole al supermercato fra uno zoppo che abbatte quattro ripiani di paccottiglia natalizia e un nero spaventato che se ne va a casa con una Moscovich coi freni a tamburo. Io che speravo nel fattaccio, nel pasticciaccio brutto. Che delusione.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8386511913605747065-1796366035198254434?l=alebadgifts.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://alebadgifts.blogspot.com/feeds/1796366035198254434/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8386511913605747065&amp;postID=1796366035198254434' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8386511913605747065/posts/default/1796366035198254434'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8386511913605747065/posts/default/1796366035198254434'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://alebadgifts.blogspot.com/2007/12/kaiser-sose.html' title='Kaiser Sose'/><author><name>donaz</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02075661817352939469</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8386511913605747065.post-3657538209075536314</id><published>2007-11-21T20:46:00.000-08:00</published><updated>2007-11-21T22:47:29.924-08:00</updated><title type='text'>Sbilanci alimentari</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Admundson Hall, stanza 385: più che per il contenuto, la mia presentazione verrà ricordata per la quantità di &lt;em&gt;junk food&lt;/em&gt; versata sui tavoli della conferenza. Non era mai successo che un &lt;em&gt;group meeting&lt;/em&gt; (relazione del lavoro sperimentale di fronte a professori e compagni) fosse organizzato il giorno prima del ponte di Thanksgiving. Di norma, la settimana viene saltata per evitare che qualcuno possa essere assente. Quest'anno però nessuno nel gruppo torna a casa a gustare tacchino e marmellata e Lanny ha avuto un impegno la settimana scorsa, così che la mia discusisone è stata programmata due giorni prima delle ferie. L'educazione e la prassi impongono che l'oratore provveda al rinfresco. La presentazione deve prima di tutto intrattenere: il pubblico assiste con atteggiamento da cinema più che da conferenza, sgranocchiando noccioline, bevendo coca-cola con la cannuccia, stendendo i piedi contro il seggiolino di fronte. Ma la partecipazione è attiva, le domande misurano l'indice di gradimento, l'esposizione diventa una discussione e finisce per durare un'ora e mezza. Ciò che trasforma la mia presentazione in una libagione è il periodo. La festa di Thanksgiving corrisponde a una specie di fiera del saldo gastronomico e al supermercato su ogni cibo c'è l'offerta &lt;em&gt;pay one get two&lt;/em&gt;. Per 3$ acquisto un kilo di M&amp;amp;M, quelli grossi con la nocciolina e non quelli fasulli senza niente. Per 1$ due bottiglioni di coca cola da 2 litri ciascuno, 2$ e mezzo 4 litri di succo tropicale, le patatine, in sacchi da raccolta differenziata, non hanno prezzo. La specialità locale si chiama &lt;em&gt;beagle&lt;/em&gt; (come il cane) e al group meeting non deve mancare. Consiste in una ciambella di pane candito che viene tagliata a metà, farcita di formaggio alla fragola, ai frutti bosco o al miele e servita appena sfornata. Evitando di aggiungere il trito di carne, la senape o la maionese, il beagle è buono. Il negozio di beagle è proprio sotto il dipartimento ed è una regola passare a prenderne una decina prima del discorso. Anche lì c'è l'offerta e la panettiera mi manda via con una ventina di beagle caldi e un thermos di caffè su cui ha scritto a pennarello &lt;em&gt;brew for the crew&lt;/em&gt;. Devo quasi litigare per uscire dal negozio con meno cibo di quello che vuole darmi, compresa una terrina di formaggio al ribes offerta dalla casa che infila a tradimento nella busta. Il risultato è che parlo davanti a una platea che si strafoga. Lanny sfoggia il suo lato infantile e assiste stravaccato sulla sedia, con un bicchierone di aranciata mentre affonda la mano nel sacchetto di patatine rustiche. Ha messo da parte il beagle, farcito con cura e appoggiato su una tovaglietta giallo canarino. Gli altri bevono succo tropicale mentre fuori c'è la tormenta di neve. Va tutto bene e mi sembra di essere al pranzo della comunione coi parenti chini sul brodo, fino al momento in cui sfodero il dato-controversia. Lanny fa una faccia tipo Monica Lewisky con l'Uomo Invisibile. Poi tossisce, la rustica gli va di traverso. La discussione si accende, io sto con il cinismo del mio amico danese e non credo a quello che io stesso ho misurato. Ma Lanny è magnetico. Smonta la complessità con la facilità con cui un bambino si ingegna coi Lego. Si emoziona, ha dentro di sè il lato emotivo della scienza. Chiede a noi se le sue idee sono corrette, nonostante lavori da più di quarant'anni su quegli argomenti. Si alza va alla lavagna, scarabocchia, siede di nuovo e analizza. A volte beve una sorsata dal bicchierone. Quando la discussione finisce, &lt;em&gt;mi&lt;/em&gt; chiede se può prendere i beagle che restano e il formaggio da spalmare. Mi chiede il permesso, che uomo. Davvero sta diventando il mio eroe personale. Non so se sia reale, di certo è umano e molto più vivo di tutti noi. In mancanza di una sua foto, metto quella di Norman, che è nel mio Olimpo ormai da molti anni. P.S. Norman ti vedo in forma... L'hai ritoccata con Acrobat? Non mi sembri lo stesso che è stato avvistato ubiraco in canottiera in una notte gelida nei pressi di Cuneo. Qui radio fante ha detto così, aspetto la smentita.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5135543856957403410" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp2.blogger.com/_0FlePa74MlE/R0Ud7bpisRI/AAAAAAAAADc/VmjrJbzjZMA/s400/DSCN0465.JPG" border="0" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8386511913605747065-3657538209075536314?l=alebadgifts.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://alebadgifts.blogspot.com/feeds/3657538209075536314/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8386511913605747065&amp;postID=3657538209075536314' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8386511913605747065/posts/default/3657538209075536314'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8386511913605747065/posts/default/3657538209075536314'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://alebadgifts.blogspot.com/2007/11/sbilanci-alimentari.html' title='Sbilanci alimentari'/><author><name>donaz</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02075661817352939469</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp2.blogger.com/_0FlePa74MlE/R0Ud7bpisRI/AAAAAAAAADc/VmjrJbzjZMA/s72-c/DSCN0465.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8386511913605747065.post-5034865371571777915</id><published>2007-11-13T22:13:00.001-08:00</published><updated>2007-11-14T00:08:31.280-08:00</updated><title type='text'>La TPU</title><content type='html'>&lt;div align="center"&gt;&lt;embed style="WIDTH: 400px; HEIGHT: 320px" name="flashticker" align="middle" src="http://widget-0d.slide.com/widgets/slideticker.swf" type="application/x-shockwave-flash" quality="high" scale="noscale" salign="l" wmode="transparent" flashvars="cy=bb&amp;amp;il=1&amp;amp;channel=648518346366488845&amp;amp;site=widget-0d.slide.com"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;div style="WIDTH: 306px; HEIGHT: 24px; TEXT-ALIGN: left"&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;a href="http://www.slide.com/pivot?cy=bb&amp;amp;ad=0&amp;amp;id=648518346366488845&amp;amp;map=1" target="_blank"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://www.slide.com/pivot?cy=bb&amp;amp;ad=0&amp;amp;id=648518346366488845&amp;amp;map=2" target="_blank"&gt;&lt;img src="http://widget-0d.slide.com/p2/648518346366488845/bb_t013_v000_a000_f00/images/xslide2.gif" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;p align="justify"&gt;Amundson Hall, 432: rantolo, fulmine, scocca avrebbe scritto Pratolini per una storia d'amore conclusa amaramente. Invece è la TPU110 millesimata '75. Comincia a rantolare, ma stavolta preoccupante, gutturale. Tendiamo l'orecchio, il rantolo diventa raschio, scocca una scintilla e la TPU si spegne con una fiamma arancione dal lato del controllore. Ascoltiamo il ronzio che muore senza la grinta di Symplicius. Questo un mese e mezzo fa. Scopriamo che la TPU110 è obsoleta e non ci sono parti di ricambio, almeno negli Stati Uniti. Ma esiste una comunità di tecnici in grado di ripararla. Si contano sulle dita di una mano, si conoscono tutti e all'unanimità decidono per noi che la TPU va spedita in Arizona dove verrà riparata per 1300$. Con 200$ in più è incluso il trattamento di urgenza e la riavremo in una settimana. Già pregustiamo la pompa &lt;em&gt;refurbished&lt;/em&gt;. Dopo una settimana, silenzio. Deve arrivare il &lt;em&gt;kit&lt;/em&gt;, quello delle giovani marmotte, immagino: il kit c'è, ma bisogna rispettare i tempi di consegna della compagnia che lo fornisce. Le settimane diventano due. Appena arriva il kit, tempo tre giorni e la turbo torna come nuova. Alle terza settimana serpeggia il nervosismo. Il kit è arrivato, ma il tecnico non si fa sentire. Chiamate quotidiane non servono a niente. Entriamo nella quarta settimana e mi viene voglia di chiamare Picchio. &lt;em&gt;Why don't we call Woodpecker?&lt;/em&gt; Con 1500$ l'aereo riusciamo a pagarglielo, lo ospito io gratis (gli lascio il letto e io dormo sul divano), con una colletta in otto l'uscita la copriamo. Immagino già quanto velocemente Woodpecker potrebbe parlare per l'emozione di una trasferta a Minneapolis, un turbine di parole che neanche un linotipista riuscirebbe a reggere. Al termine della quarta settimana, arriva la chiamata. "Sono appena tornato da New Orleans. La TPU110 è roba da fiera, ormai non le riparano neanche più. L'abbiamo spedita a Boston per vedere se riescono a bilanciarla, ma è molto difficile." L'uomo è sfuggente. Capisco dopo. A New Orleans, mi dicono, ci si va o per il Martedì Grasso o per i bordelli. Considerando che la settimana in questione è quella di Halloween, il tecnico e la TPU110 sono andati a puttane. Lui è tornato intero, bordellatore insaziabile, sbeffegiatore e crapulone, facile al gozzoviglio che rifugge la virtù per seguire il vizio. La TPU torna a pezzi una settimana dopo. Già vedo bambini maleducati che infilano le dita ovunque allo stand delle macchine da vuoto. Già un papà finto competente interrogherà il venditore di turno su improbabili prestazioni del rottame. TPU da baraccone. Ma la cantina di Lanny è piena di tesori. Non importa più, i soldi tornano indietro. Montiamo un modello perfettamente funzionante che Lanny usava per gli esperimenti UV. TPU 070 millesimata '71. E questa gira, con la grinta di Rocky Marciano, con la grinta del Grinta quando gioca a pallavolo e chi perde paga.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8386511913605747065-5034865371571777915?l=alebadgifts.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://alebadgifts.blogspot.com/feeds/5034865371571777915/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8386511913605747065&amp;postID=5034865371571777915' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8386511913605747065/posts/default/5034865371571777915'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8386511913605747065/posts/default/5034865371571777915'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://alebadgifts.blogspot.com/2007/11/check-out-my-slide-show_13.html' title='La TPU'/><author><name>donaz</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02075661817352939469</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8386511913605747065.post-186767772683180090</id><published>2007-10-24T21:04:00.001-07:00</published><updated>2007-11-03T11:12:34.866-07:00</updated><title type='text'>I support the UofM workers</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;St. Paul, St. Anthony Park: per l'ultima di campionato, partita serale. Giochiamo contro la sesta, noi siamo quarti ed entrambe le squadre sono fuori dalla lotta playoff. Rimango in panchina, ovvero mi allineo a bordocampo in abiti borghesi e calzino da ragioniere d'ordinanza. Lascio spazio alla giovane promessa della squadra, un post doc coreano 35enne le cui progressioni offensive sono temibili quanto quelle di Raimondo Vianello nella Partita del Cuore. Mentre il virgulto arranca in fascia, commento con l'allenatore: &lt;em&gt;scarliga merluss che l'è minga el to uss&lt;/em&gt;, come m'ha insegnato l'EnricoDell'Officina (tutto attaccato) e l'allenatore mi guarda come se avessi bestemmiato tutti i santi e insultato sua madre. Il merluss che scarliga sono io e me ne vado fra il pubblico, composto dal bidello Tim e dal bidello in pensione Hank. Manca Frida e mi viene spiegato che con l'arrivo del freddo a Minneapolis sono poche le strutture di accoglienza realmente attrezzate. In sostituzione, viene regalato un biglietto per Chicago dove il freddo non è polare come qui e le strutture adeguate. Qualcuno da Chicago non torna e un paio di senzatetto locali risultano dispersi o più probabilmente uccisi dal freddo. Ma Frida ha un percorso noto e lo rispetta ogni anno, perciò tutti la aspetteremo a primavera. C'è fermento nell'ambiente dei bidelli per via di uno sciopero a oltranza. Il personale di servizio dell'università del Minnesota chiede l'aumento del 3% dello stipendio (credo) e, vistoselo negare, ha indetto uno sciopero che è cominciato un paio di settimane fa. Lo sciopero consiste in una ronda di 4 o 5 lavoratori che girano con piccoli cartelli con la scritta &lt;em&gt;Worker on Strike&lt;/em&gt;. Niente di più, fanno i turni per non far mancare il servizio. Assieme a me, Tim e Hank (se smette di fare il timido, vi mando una sua foto perchè credo che vada lo stesso barbiere di Tilli Romero) si associa alla discussione B**d, mio compagno di dottorato. Non sembra d'accordo con loro e con mia grossa sorpresa risponde: "Ma perchè non cambiate lavoro? Se un lavoro non ti piace, lo cambi". Non volevo fare polemica, ho solo risposto una cosa banale. Ho soltanto detto che non era assolutamente vero, che penso che uno faccia il bidello per necessità perchè pulire la merda non proprio è un lavoro da leccarsi le dita, ti deve essere in qualche modo capitato. E che se non lo cambiano è perchè forse con tutta l'immigrazione che c'è qui la società di pulizie fa prima a licenziarli e a prendere un altro in coda. Apriti cielo. Il bidello in pensione Hank ha i lucciconi agli occhi e la faccia di uno che mi incita a &lt;em&gt;daghelo dur&lt;/em&gt;. Tim non ha parole dal piacere, mi dirà poi in separata sede che quando voglio mi viene a fare le pulizie in casa per un prezzo di favore. E no, il clientelarismo a Botteghe Oscure non lo vogliamo più, mi verrebbe da rispondere al caro compagno Tim, paradigma dello sfruttato moderno. Invece, mi accordo per un buon 20$ a pulizia dell'appartamento e tanti saluti. Altro che yacht e maglioncini di cachemire, qui secchio e ramazza. Come premio per l'afflato giacobino ricevo una spilla grigia con la scritta "I support the UofM Workers". Non mi sembra di aver detto niente di ribelle nè di avere dato fuoco alle polveri. A fine partita Han-Choi-Vianello è sfiancato. Abbiamo perso di nuovo, scivoliamo al quinto posto e ci prepariamo per il campionato indoor e per le barricate contro i padroni delle società di pulizie.&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5125140602892027474" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp2.blogger.com/_0FlePa74MlE/RyAoOWNPhlI/AAAAAAAAADU/ufixjB0a_2w/s400/lapr_6438642_59220.jpg" border="0" /&gt; &lt;p align="center"&gt;Nell'immagine Tilli Romero, noto da queste parti per la somiglianza con Hank, a parte camicia e giacca.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8386511913605747065-186767772683180090?l=alebadgifts.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://alebadgifts.blogspot.com/feeds/186767772683180090/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8386511913605747065&amp;postID=186767772683180090' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8386511913605747065/posts/default/186767772683180090'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8386511913605747065/posts/default/186767772683180090'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://alebadgifts.blogspot.com/2007/10/i-support-uofm-workers.html' title='I support the UofM workers'/><author><name>donaz</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02075661817352939469</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp2.blogger.com/_0FlePa74MlE/RyAoOWNPhlI/AAAAAAAAADU/ufixjB0a_2w/s72-c/lapr_6438642_59220.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8386511913605747065.post-643766841464354672</id><published>2007-10-18T21:03:00.001-07:00</published><updated>2007-10-20T20:46:35.023-07:00</updated><title type='text'>Il diritto alla demonizzazione</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Admundson Hall, aula C85: il diritto alla demonizzazione è un diritto? No di certo, ma è una pratica parecchio divertente. La mia professoressa di filosofia sosteneva che non bisogna essere razzisti coi razzisti perchè la democrazia esiste e funziona anche grazie alla presenza di persone che continuamente cercano di distruggerla, ricordandoci in questo modo quale sia il suo valore. Arguto paradosso che lei attribuiva a Von Humboldt e che noi attribuivamo alla confusione fra diritto al dissenso e tiro al bersaglio contro il capro espiatorio di turno. Quando l’ulitmo giorno di quinta le piombò addosso un uovo marcio scagliato dai gabinetti del quarto piano, tutti abbiamo pensato alla mano di Dio. Qui a Minneapolis la questione è simile. C’è un grosso dibattito sulla possibilità che l’etanolo possa contribuire in maniera sostanziale al raggiungimento di obiettivi energetici e ambientali (la sostituzione di una quota significativa di energia provienente da fonti non rinnovabili e la riduzione delle emissioni di gas serra). La produzione di etanolo è sostenibile e per questo appetibile sotto molti aspetti, non ultimi quelli politici. La questione si articola su tre punti: il calcolo del parametro NEV (Net Energy Value), il calcolo del volume di CO2 emesso dalla combustione di etanolo rapportato a quello emesso dai combustibili tradizionali e il bilancio economico dei sistemi che producono etanolo. Il parametro NEV indica se la produzione di entanolo necessita di più energia proveniente da fonti non rinnovabili di quanta l’etanolo stesso ne fornisca. Se risulta superiore all’unità, la produzione è conveniente, in caso contrario infattibile. NEV è un paramtero energetico e non tiene in conto della qualità del prodotto etanolo, né della necessità (storica?) di trovare fonti alternative ai combustibili fossili. Per dare un peso al suo significato basta pensare che la produzione di energia elettrica ha un NEV molto inferiore a 1 ma nessuno metterebbe in dubbio la necessità di produrre energia elettrica. In ogni caso, le scuole di pensiero sono due e si distinguono in base al numero dei parametri tenuti in conto: quelli che dal calcolo ottengono NEV superiori a 1 e sostengono la produzione di etanolo e quelli che calcolano NEV inferiori a 1 e la avversano. La prima scuola ha lo zoccolo duro qui a Minneaopolis e in pratica tutti i professori sono schierati a favore. I contrari provengono per la maggior parte da Berkley. Dopo dieci lezioni nel corso di Fonti Rinnovabili in cui il professore dimostra in tutte le maniere che l’etanolo conviene, che oltre a berlo bisogna bruciarlo, dopo che palesa di fronte all’aula stupefatta che il calcolo della fazione dei negazionisti è sbagliato, dopo che svela la truffa e ci dà dei plagiati sostenendo da &lt;em&gt;pasionario&lt;/em&gt; qual'è che ci stanno privando di un mondo nuovo e più equo, dopo che grazie agli interventi di altri professori ci illustra mille tecniche alternative per produrre tutta la chimica organica, per &lt;em&gt;par condicio&lt;/em&gt; chiama a parlare un avversario. Sceglie il professor P***c. Io non so quale fosse la motivazione che ha spinto il professore a dare una persona in pasto a una platea infeorcita. Sadismo credo. So due cose: la prima, che riesco a capire l’uomo P***c e la sua ostinazione, la seconda, che era dai tempi dell’autogestione che non partecipavo all’ora di insulti. A P***c è concesso di argomentare le sue ragioni per un’ora e mezza. La situazione precipita quando chiede se ci sono domande. La sessione dura un’ora e si tratta di provocazioni, pignolerie, domande insensate e cattive, pochissime quelle valide. A ogni risposta scatta la disapprovazione, i &lt;em&gt;barricaderi&lt;/em&gt; si armano di calcolatrice e di offese, P***c non deve uscire vivo dall’aula. Io sto con P***c. Non perché è attaccato a un misero NEV o a qualcosa che gli altri pensano un errore, sto con lui perché non dà speranza. La nega categoricamente e testardamente: non c’è modo di sostituire i combustibili fossili con quelli rinnovabili se non in maniera inconveniente. Con ironia il professore ribatte che l’età della pietra non è finita per mancanza di pietre. P***c sostiene il contrario, l’età dei combustibili fossili finirà per mancanza di combustibili fossili o perché i problemi ambientali saranno così urgenti che non si potrà fare a meno di smetterla. P***c mi piace perché è umano: la sua teoria è che perseveremo finchè l’evidenza o la costrizione non ci obbligheranno a finirla. E aggiunge che potrebbe essere troppo tardi in caso la temperatura della terra sarà eccessiva. P***c mi piace perché ricorda quanto a ciascuno sia indispensabile il proprio egoismo e non se ne possa fare a meno, neanche su scala planetaria. Perseverare è essenziale. Mi ricorda l’apertura di Otto e ½ in cui l’infermiere leggendo un giornale dal titolo “Chi penserà ai miei 5 figli?” chiede al protagonista: “Che ci prepara di bello, un altro film senza speranza?” Ma più di tutto, P***c mi piace perché una volta ancora mi ha fatto provare il fenomeno dell’immedesimazione nella folla: dal momento che tutti insultano insulto anch’io, anche se avrei mille ragioni per non farlo. Per esempio, a me Pagliuca è sempre stato simpatico ma quando il Bologna giocò a San Siro, con Rena e Ste passammo una partita intera a cantare che mamma di Pagliuca regalava prestazioni orali ai tifosi. Pagliuca prese quattro reti, di cui una di Ganz col sedere. Nell’ultima autogestione il gruppo di studio a cui partecipavo era chiamato “Un minuto di insulto a” in cui veniva eletto ogni giorno un capro espiatorio oggetto degli insulti: si pensavano gli insulti, in grande democrazia li si sceglieva e poi partiva una scarica pazzesca addosso al poveretto. Il migliore fu il tentativo di P****i di uccidere la C*****s spremendole un limone addosso al grido di “Muori, cozza!” da cui scaturì un tormentone per cui per un anno chiunque avesse in mano bibite al limone o fette di limone nei cocktail tentava di uccidere la C*****s. Allora, con grande nostalgia penso che P***c ha proprio la mamma maiala. P***c, che tu passassi sotto il traliccio che Marco Camenisch ha appena tagliato e ti cascasse addosso. P***c io so che il sonno della tua ragione genera ecomostri. So che sei il dottor Frankenstein degli ecomostri, che provi piacere ad assemblare condomini-pollaio in nome di un generico anti-ambientalismo, so che hai un manipolo di architetti reietti dallo studio di Fucsas che disegnano per te casermoni a Punta Perotti. P***c nel prossimo assalto alla baia di Campese ce ne sarà anche per te. P***c avveleni le acque, fai i patti col demonio, sei l’emblema dell’abusivismo. La tua teoria farà la fine dello Scheletrone di Palmaria. Ne sono sicuro.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5122894818553688930" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp3.blogger.com/_0FlePa74MlE/RxgtsfmU82I/AAAAAAAAADM/6dHLUJelLQA/s400/a+(138).jpg" border="0" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8386511913605747065-643766841464354672?l=alebadgifts.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://alebadgifts.blogspot.com/feeds/643766841464354672/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8386511913605747065&amp;postID=643766841464354672' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8386511913605747065/posts/default/643766841464354672'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8386511913605747065/posts/default/643766841464354672'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://alebadgifts.blogspot.com/2007/10/il-diritto-alla-demonizzazione.html' title='Il diritto alla demonizzazione'/><author><name>donaz</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02075661817352939469</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp3.blogger.com/_0FlePa74MlE/RxgtsfmU82I/AAAAAAAAADM/6dHLUJelLQA/s72-c/a+(138).jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8386511913605747065.post-2451279362251258533</id><published>2007-10-06T15:14:00.000-07:00</published><updated>2007-10-08T15:34:45.649-07:00</updated><title type='text'>Rassegna stampa</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Minneapolis, casa mia: a causa di una tempesta, tutte le partite della scorsa domenica sono state rinviate. L'occasione è perfetta per apprezzare il buon giornalismo che il Minnesota Daily propone, al riparo della congiura comunista che strumentalizza l'informazione a livello internazionale. Pregio quindi tutti i lettori di un paio di articoli in cui la congiura appare evidente e pericolosa. A seguito di una sparatoria fra bande rivali con un morto e due feriti proprio qui a Saint Paul, quei comunisti dell'Herald Tribune mettono in discussione il secondo emendamento e il diritto di ogni cittadino statunitense a possedere armi da fuoco. All'attacco alla costituzione si uniscono quei giacobini dello Star Tribune, spalleggiati dai bolscevichi del New York Times e dai trozkisti del Daily Mirror. Unico baluardo contro la deformazione della verità, il Minnesota Daily propone l'elzeviro "&lt;em&gt;Everyone should own a gun for protection and possibly for suicide&lt;/em&gt;". L'opininista T.S. scrive con l'anima e non come un prezzolato schiavo del potere o uno scribacchino stalinista delle testate rivali. Il suo punto di forza è che ogni cittadino ha il dovere di difendere se stesso e la propria famiglia in caso di pericolo. Non so se abbia in giardino dei treppiedi con mitraglia contro ogni extracomunitario che si aggira nel raggio di 50 metri, ma sostiene con una punta di autocompiacimento che non bisogna tutelare i diritti dei ladri, dei rapinatori e degli assassini con la legge truffa dell'eccesso di legittima difesa. Fin qui, le sue opinioni sono trite e ritrite e potrebbero andare bene per una puntata dell'Antipatico o per un'analisi di Del Debbio. Ma, e l'uomo si supera e fa della filosofia che neanche Vattimo, nell'altra metà dell'elzeviro analizza la possibilità di suicidarsi. La pistola è flessibile, non è solo un dovere ma regala dei diritti. Certo, non è un paese libero un paese in cui il suicidio è ritenuto un omicidio e il suicida un assassino, ma il diritto ad avere un'arma risolve di gran lunga la questione, dal momento che un colpo di calibro 45 è più efficace di un tuffo dal quinto piano (cosa che non a tutti gli Americani è data, avendo di norma case a uno o due piani) e assicura che nessun altro possa andarci di mezzo, cancellando la possibilità di fare del male ad altri che a se stessi. In realtà, T.S. non avrebbe attirato la mia attenzione se non avesse dato il meglio di sè in una piccola frase, sbadata, scritta verso la fine dell'articolo. La pistola, si legge, è l'unico strumento accetabile in caso di eutanasia. All'inizio non avevo fatto caso. Stavo quasi per buttare il giornale, poi ho riletto e ho deciso di abbonarmi. Non scherzo: un'eutanasia &lt;em&gt;pulp&lt;/em&gt; non l'avevo mai sentita. Penso immediatamente a Welby... un plotone di esecuzione per il poveruomo, non più l'iniezione, ma una scarica di piombo. Pannella e Capezzone che finiscono a colpi di semiautoatica l'infermo paralizzato a letto. Crivellato come uno scolapasta. Un bagno di sangue all'insegna del diritto alla dolce morte. Cosa scrive T.S.? La verità, che i comunisti volevano insabbiare con i loro raggiri? La conferma che il Minnesota Daily non ha paura di niente e nessuno arriva qualche settimana dopo. Finalmente qualcuno ha il coraggio di attaccare le minoranze e l'eccesso di tutela nei loro confronti: &lt;em&gt;"Small Town Holds Annual Gay Shame Parade"&lt;/em&gt; sbattuto in prima pagina. Prima pagina. La cittadina di Grand Plains nel Nebraska celebra ogni anno la giornata contro gli omosessuali. Altro che Orgoglio Gay, transessuali che ballano in Corso Venezia, Cupidi ultra sessantenni in perizoma che scoccano frecce d'amore all'incrocio con i giardini di via Palestro, qui non si scherza mica, gliele cantano su senza paura a tutti i &lt;em&gt;frustoni&lt;/em&gt; che provano anche solo a passare per la highway. Ogni anno nella cittadina si tiene una sfilata di carri contro l'omosessualità, con lancio di oggetti all'indirizzo dei fantocci ed elezione dei tre allestimenti più rappresentativi. Quest'anno vince il carro del reverendo Fred Brandeen, dal titolo "Burn in The Eternal Flames of Hell" ma il risultato è bugiardo perchè al secondo posto c'è il carro "No Son of Ours", in cui un padre punta il dito contro il deviatissimo figlio teenager mentre la madre piange per la vergogna. Provate a proporre il dibattito Sgarbi-Cecchi Paone o anche solo a guardare una puntata della Macchina del Tempo. C'è gente che ha il coraggio di dire ciò che pensa a Grand Plains e i &lt;em&gt;culatun&lt;/em&gt; non li tollera. Nell'articolo si legge che questa buona vecchia tradizione ormai trentennale è anche l'occasione per apprezzare del cibo gustoso ed è diventata a tutti gli effetti una pietra miliare della cultura e dell'identità locale. Evviva le tradizioni che i comunisti vogliono cancellare. Vorrei vedere l'effetto che fa lanciare tra la folla inferocita una copia del best seller di Aldo Busi "Bisogna avere i coglioni per prenderlo nel culo" con tanto di foto dell'autore sul retro o suonare a tutto volume i pezzi di Cristiano Malgoglio solista con l'autoradio estraibile anni ottanta di Fuina, oppure sottoporre il reverendo a una puntata di Buona Domenica con Platinette. Rena, Ste, Scar, Mic, Mancio e Fede sono avvisati, c'è una tappa obbligata nel tour degli States e del materiale da portare. E sono avvisati tutti quei comunisti che da noi si permettono di firmare articoli per il Corriere e il Sole 24 ore: qui nel Midwest non scherzano per niente.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5118363868574577474" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp3.blogger.com/_0FlePa74MlE/RwgU0fmU80I/AAAAAAAAADA/Jgcq_3u3Eg4/s400/a(135).jpg" border="0" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8386511913605747065-2451279362251258533?l=alebadgifts.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://alebadgifts.blogspot.com/feeds/2451279362251258533/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8386511913605747065&amp;postID=2451279362251258533' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8386511913605747065/posts/default/2451279362251258533'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8386511913605747065/posts/default/2451279362251258533'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://alebadgifts.blogspot.com/2007/10/rassegna-stampa.html' title='Rassegna stampa'/><author><name>donaz</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02075661817352939469</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp3.blogger.com/_0FlePa74MlE/RwgU0fmU80I/AAAAAAAAADA/Jgcq_3u3Eg4/s72-c/a(135).jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8386511913605747065.post-9207439200998153158</id><published>2007-09-27T20:17:00.000-07:00</published><updated>2007-09-28T16:29:10.767-07:00</updated><title type='text'>Sparizioni</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Amundson Hall, ufficio 432: lo studente si presenta davanti alla porta dell'ufficio. Trova un biglietto: back in 15 min. Si accomoda sulla poltrona in finta pelle e aspetta. A volte ripassa gli appunti, sfoglia un giornale, manda messaggi col cellulare. Dopo venti minuti sospetta di aver sbagliato giorno, controlla l'orario del ricevimento. Non si è sbagliato. Dopo quaranta minuti bussa. Non c'è nessuno, il vetro ha una crepa. Prova a telefonare, ascolta il telefono squillare dietro la porta: deve essere vicino, il suono è distinto. A quel punto si volta e bussa alla porta più vicina: quella del mio ufficio. Cerca di spiegarmi, armeggia col foglio degli orari, mi fa vedere che il ricevimento è a quell'ora. Già so (giàssao, direbbe Tullio De Piscopo). Tranquillo, il Prof Mc***** non tornerà, il cartello c'è da prima che arrivassi, l'uomo è sparito da maggio. Torno in un quarto d'ora. I mesi sono quasi cinque. Ho aggiunto un cartello per spiegare la situazione. Ho scritto: &lt;em&gt;è andato a comprare le sigarette&lt;/em&gt;. In italiano. Adesso succede che lo studente va nel panico più completo dopo venti minuti, non capisce, bussa e lo mando via. La scirtta crea scompiglio ma velocizza enormemente il processo. Mi piace pensare a Mc*****, a cosa lo ha portato a sparire, come ha fatto, dove è andato e cosa fa adesso. Magari è in Germania a lavorare e tornerà per votare le presidenziali, come Pasquale Ametrano che da Monaco di Baviera torna a Matera in macchina. Oppure ha cambiato vita, è altrove a godersi il denaro in un paradiso terrestre. Oppure gli ruberanno tutto, anche l'identità. Il Professor Mc***** è uno spazio affascinante, è un volume vuoto, una stanza con una scrivania e due sedie, è il vetro rotto. Il Professor Mc***** è una possibilità. La finestra di fronte alla porta deve avere la tapparella sollevata perchè la luce illumina il vetro e l'intensità cambia durante la giornata. Sembra che parli, come la lente rossa di HAL 9000 nel Discovery One, e comunica una previsione. Forse un ritorno. Personalmente, penso più spesso al ritorno che alla partenza del professore. I ritorni sono sempre affascinanti, eroici. Quelli che funzionano sono molto rari, nella stragrande maggioranza dei casi vengono male, sono patetici. Sono complicati, ma a volte possibili. Un unico ritorno, uno solo, quello che funziona e il concetto è forte proprio per questo, perchè ciascuno di noi ha delle promesse dentro di sè fatte a qualcun altro. Non sa se l'altro le troverà ancora sensate, se l'altro ci abbia creduto, lui sì, in ogni istante, sa che ci sono e le interroga continuamente. Tutto questo costruisce l'epica del ritorno. E non serve neanche specificare che sotto c'è un amore interrotto o spezzato, è naturale che ci sia. Cosa diremo a Mc*****? &lt;em&gt;Rifatti la foto che sei peggiorato,&lt;/em&gt; come il doganiere al Brennero mentre consegna il passaporto? Una sola volta il ritorno funziona, una sola volta dall'altra parte c'è un &lt;em&gt;ti stavo aspettando&lt;/em&gt;, un &lt;em&gt;mi sei mancato&lt;/em&gt;, un ricominciare silenzioso come se tutto fosse già stato scritto, come se tutto fosse sicuro, dovuto. Come se fosse stato un percorso dovuto. Per questo Mc***** e il suo spazio sono affascinanti. Lo scrivo qui: secondo me tornerà. Ho scommesso una cena al ristorante vietnamita con il danese pessimista.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5115101493020914482" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp2.blogger.com/_0FlePa74MlE/Rvx9tPmU8zI/AAAAAAAAAC4/7omFD4L4Tm8/s400/a+(133).jpg" border="0" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8386511913605747065-9207439200998153158?l=alebadgifts.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://alebadgifts.blogspot.com/feeds/9207439200998153158/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8386511913605747065&amp;postID=9207439200998153158' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8386511913605747065/posts/default/9207439200998153158'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8386511913605747065/posts/default/9207439200998153158'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://alebadgifts.blogspot.com/2007/09/sparizioni.html' title='Sparizioni'/><author><name>donaz</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02075661817352939469</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp2.blogger.com/_0FlePa74MlE/Rvx9tPmU8zI/AAAAAAAAAC4/7omFD4L4Tm8/s72-c/a+(133).jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8386511913605747065.post-6397486467191650540</id><published>2007-09-24T00:21:00.000-07:00</published><updated>2007-09-24T15:39:48.705-07:00</updated><title type='text'>Il ritorno di capitan K</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;St. Paul, St. Anthony Park. Pubblico delle grandi occasioni per la seconda giornata. Oltre a un paio di personaggi non identificati, 3 nuovi arrivi a seguire la lega. Una è Frida, nota barbona del posto, sdraita in mezzo al prato e mezza infagottata in una coperta. Gli altri due sono il bidello Tim e il bidello in pensione Hank. Tutto il mondo è paese, anche qui i bidelli li si chiama solo per nome e mai per cognome, dopotutto non sono professori. Ora però so anche cosa fanno i bidelli in pensione, dal momento che ho perso le tracce del bidello Silvano e una sola volta ho incontrato la bidella Anna al mercato comunale di piazza Fusina. Qui guardano partite di calcio scadenti. La presenza di Tim e di Hank è motivata dal ritorno in campo di capitan Emìl K. per la squadra avversaria, dottorando rumeno a quanto pare rinomato per le giocate spettacolari. La sera prima, sabato, avevo lasciato Emìl e altri amici alle 4 e mezza in quello stesso parco intenti a passare il tempo con qualche canna e con uno strano acido autoprodotto che si erano portati dai laboratori direttamente dentro una provetta. Non credo siano tornati a casa, dato che la paritita si giocava alle undici del mattino. La mia squadra ha i giocatori contati. Niente riserve, penso a un boicottaggio contro le regole fasulle della lega, invece due professori hanno invitato i rispettivi alunni a casa per un pranzo di inizio autunno. Emìl si presenta fresco come una rosa con gli stessi calzoni corti e le stesse scarpe della sera prima. Cambia solo la maglia. Un minuto di amarcord prima del fischio di inizio e grande nostalgia. Mi chiede del calcio italiano e io per farlo contento snocciolo tutti i giocatori rumeni del Brescia che conosco, da Sabau a Hagi, senza dimenticare Raducioiu, Lupu, Petrescu (ha giocato anche nel Brescia?) e lui, contento, ribatte con Walterone Zenga e Nicola Caricola attualmente alla guida di due club rumeni. Ma finisce a tarallucci e vino quando mi rivela di avere lui stesso dei parenti a Brescia (e sfido a trovare un rumeno senza parenti a Brescia) e di essere stato a Milano, di cui apprezza parecchio la stazione centrale. Non gli dico invece che il mio amico Federico *ongelli voleva organizzare un viaggio di turismo sessuale in Romania, giusto per non scaldare gli animi nel pregara. Il pubblico si aspettava il Maradona dei Carpazi e invece Emìl è stonato più di N****o il giorno delle olimpiadi di matematica a Cesena o di V***o a Spotorno quando cerca di rifilare pasticche di ecstasy dicendo che fanno perdere due kili a botta. La partita in sè è deludente e vinciamo con uno schiacciante 1 a 0 siglato dal nostro portiere. Sono l'unico a non festeggiare perchè mi rifiuto di accettare che il mio portiere scarti avversari al limite dell'area e tiri come un attancate. Ma sono una minoranza silenziosa. Mi distinguo soltanto per un fallo cattivo e insensato contro l'ala avversaria, rea di non avere la palla e di essermi capitata a tiro proprio mentre avevo bisogno di sfogare la rabbia e l'amarezza che ho maturato in settimana. L'accenno di rissa è placato da Emìl. Gli sono grato, se passa a Milano lo porto a vedere i due parchetti a fianco della stazione e i bagni con frequentazioni equivoche. Bene. Siamo ancora in corsa per i playoff.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8386511913605747065-6397486467191650540?l=alebadgifts.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://alebadgifts.blogspot.com/feeds/6397486467191650540/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8386511913605747065&amp;postID=6397486467191650540' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8386511913605747065/posts/default/6397486467191650540'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8386511913605747065/posts/default/6397486467191650540'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://alebadgifts.blogspot.com/2007/09/il-ritorno-di-capitan-k.html' title='Il ritorno di capitan K'/><author><name>donaz</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02075661817352939469</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8386511913605747065.post-5372075019807110605</id><published>2007-09-16T21:03:00.000-07:00</published><updated>2007-09-17T21:29:46.946-07:00</updated><title type='text'>Comincia il campionato</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;St. Paul, St. Anthony Park: dopo una settimana invernale con temperatura media di 5°C, sabato disgelo e domenica campionato. Prima giornata alle unidici, partite in contemporanea sui campi del St. Anthony Park, tesseramento mezz'ora prima dell'inizio, obbligatoria carta universitaria, divisa della facoltà e scarpe con tacchetti. Lega tremendamente seria. Per la selezione di ingegneria chimica, maglia nera come il Casale. Mi sveglio un quarto d'ora prima che mi vengano a prendere, raccolgo in fretta le cose e arrivo al campo con la maglia del cuore, maglia completamente bianca del Corinthians di San Paolo. Un minuto di gelo, poi scambio la maglia col portiere, un ragazzo di colore, e mi ritrovo a giocare col pigiama perchè porta almeno tre taglie più della mia. Lui è in camicia di forza e la cosa si fa sentire perchè dopo 20 secondi dal fischio di inizio siamo sotto di un gol, tiro dalla distanza, lui cerca di divincolarsi e la palla si insacca. Il campo è perfetto, erba tagliata di fresco, linee tirate col gesso, rete senza buchi, bandierine agli angoli, due arbitri, uno per ciascuna metà del campo con funzione aggiunta di guardalinee. Il particlare mi insospettisce e il sospetto aumenta quando noto che uno dei due ha gli occhiali da sole e la cintura da paninaro a tenere calzoni corti da passeggio. Dopo dieci minuti capisco l'antifona. L'unico particolare verosimile è l'età dei giocatori, tutti fra i 24 e i 30 anni, portiere avversario quarantenne: è un ricercatore cinese che li porta malissimo e che Gaucci presto tessererà. Dopo 10 minuti perdiamo 2 a 0. Al ventesimo, 10 minuti al termine del primo tempo, il nostro centravanti prova una telefonata da fuori, giusto perchè la palla stava per predersi. Il quarantenne prepara un tuffo plateale, inciampa e la palla piomba in rete. La partita è riaperta. Il cinese si dispera in una pantomima da manga di bassa lega. &lt;em&gt;Va' ciapà i rat&lt;/em&gt; gli avrebbe urlato Panzera. Durante l'intervallo analizziamo la partita: per quanto riguarda la mia prestazione, i compagni si aspettavano un campione del mondo. La delusione serpeggia anche fra i 3 spettatori a bordo campo. La domanda ricorrente è perchè ho calciato deliberatamente la palla il fallo laterale durante un'azione in cui l'attaccante avversario stava per andare via da solo verso il nostro portiere e io ero l'ultimo difensore. Mi avvalgo della facoltà di non rispondere soltanto perchè il campo in cui giochiamo è l'ultimo, a fianco di una strada trafficata e senza alcuna protezione. In effetti è stato un gesto criminale, considerando che l'arbitro ha impiegato un po' di tempo per attraversare e recuperare la palla. Il secondo tempo lo lascio ai moviolisti. Non so come arriva un passaggio filtrante, il nostro centravanti si invola a rete e il difensore avversario lo falcia. Il difensore in questione è una virago bionda, un armadio a 4 ante che fa entrate al cui confronto Pasquale Bruno è una signorina. Dentro di me giustifico il rigore con la paura perchè il contatto per fortuna non c'è, il centravanti per salvare la gamba finge di svenire e crolla a corpo morto. Pareggiamo, poi subito sotto di una rete e ancora, 4 a 2. A metà del secondo tempo provo un triangolo con l'aiuto dell'ala (un ragazzo turco che parla una lingua più simile allo zingaro che all'inglese) e finalmente si chiude. Stoppo la palla di petto e appena tocca terra fulmino il portiere. Mi giro credendo di aver segnato al mondiale. Nessuno festeggia. L'arbitro paninaro annulla per fuorigioco. Nessuno ho da ridire. Non provo nemmeno a chiedere il motivo, penso di aver capito male, non era &lt;em&gt;offside&lt;/em&gt; perchè davanti a me a un paio di metri c'era la terribile virago. Poco male, penso che si possa recuperare perchè gli avversari sono stanchi. Perdiamo 4 a 3, il gol annullato pesa. A fine partita mi rivolgo al paninaro per la spiegazione della rete annullata. Offside, offside. Vorrei togliergli gli occhiali neri per scoprire l'orrenda verità, cerco di ricordargli che il difensore era &lt;em&gt;davanti&lt;/em&gt; a me. Quello nega. Era fuorigioco perchè il difensore è donna. Se ne va lasciandomi ebete. Neanche il misogino Prof. Fuganti avrebbe concepito una regola simile per cui il difensore se donna &lt;em&gt;non esiste&lt;/em&gt;. La regola è raffinata: se anche l'attacante è donna il gol è valido, se il difensore è uomo e l'attacante donna anche. Non conta niente aver anticipato la versione femminile di Policano, rimane una fragile beghina. Le regole mi incuriosisco e cerco di approfondire. Nessun uomo può sostituire una donna o viceversa, le sostituzioni avvengono solo all'interno dello stesso sesso. Ogni squadra deve avere un minimo di due ragazze perchè l'università sta cercando di incentivare il calcio femminile. Siccome non sono molte le ragazze (ancor meno i ragazzi) che qui giocano a calcio, quello che in pratica succede è che ogni squadra ha due ragazze e basta, che significa che nessuna ragazza verrà mai sostituita. Capisco allora perchè quando una nostra compagna cianotica ha tentato di impietosire l'arbitro, quello l'ha riamandata in campo. Mentre torno a casa ricordo qualcosa di ovvio. Agli americani piace giocare da soli. Conta solo la vittoria, per questo non fa presa uno sport in cui sono mediocri. Nel caso in cui lo si debba giocare per forza (l'università è obbligata a tenere una lega di calcio) piuttosto vengono modificate le regole. Non si possono effettuare sostituzioni se la rimessa laterale è dell'avversario. Se il portiere esce dall'area e lascia la porta sguarnita, non è valido il gol che subisce (questa regola provoca un putiferio, portieri che saettano verso il centrocampo quando i compagni hanno la palla). Bisogna passare almeno 4 volte la palla prima di poter tirare e segnare. Non è più calcio. Non lo è mai stato. Me ne vado offeso e beffato: il quarantenne cinese indossa tutto fiero la maglia di Dida. è un grande tifoso del Milan. Io uno così non lo voglio a tifare Milan.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8386511913605747065-5372075019807110605?l=alebadgifts.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://alebadgifts.blogspot.com/feeds/5372075019807110605/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8386511913605747065&amp;postID=5372075019807110605' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8386511913605747065/posts/default/5372075019807110605'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8386511913605747065/posts/default/5372075019807110605'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://alebadgifts.blogspot.com/2007/09/comincia-il-campionato.html' title='Comincia il campionato'/><author><name>donaz</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02075661817352939469</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8386511913605747065.post-9105358407850612633</id><published>2007-09-14T18:20:00.000-07:00</published><updated>2007-09-15T00:57:47.167-07:00</updated><title type='text'>Come eravamo</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Minneapolis, casa mia: dopo due settimane di isolamento molti si sono chiesti che fine ho fatto. Tutto bene. La mia dieta consiste in: una tazza da un litro di caffè, gentilmente offerta dalla segretaria nana (e non armonica) del dipartimento, Miss J. P. che ogni mattina in piedi sulla sedia prepara un termos di caffè per tutti gli studenti del piano; un pasto unico, consumato verso le cinque del pomeriggio, a base di colesterolo, uova, grassi, oli saturi, fritti di provenienza vietnamita, ortaggi geneticamente modificati e altre primizie che la gastronomia locale offre. Sabato e domenica cucino io ed è peggio. &lt;a href="http://bp1.blogger.com/_0FlePa74MlE/Rus7_1BB-tI/AAAAAAAAACM/pczNtYbpA24/s1600-h/Tirrenia+(22).jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5110244169931160274" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://bp1.blogger.com/_0FlePa74MlE/Rus7_1BB-tI/AAAAAAAAACM/pczNtYbpA24/s200/Tirrenia+(22).jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Sono in gran forma. Il mio stato attuale è rappresentato nella foto.&lt;a href="http://bp1.blogger.com/_0FlePa74MlE/Rus6Y1BB-rI/AAAAAAAAAB8/5e6N-tOsVNI/s1600-h/Tirrenia+(22).jpg"&gt;&lt;/a&gt; Sono sulla spiaggia del lago Cahun ad un raduno marxista-leninista, mentre mi asciugo dopo una nuotata. Al supermercato non ho trovato le lamette da barba. Il barbiere vicino a casa ha il morbo di Parkinson e non mi sono fidato. Ma sto bene così. I miei fratelli S*****o e R****o mi riconosceranno ugualmente. Altra grossa curiosità che preme i miei lettori è la casa. Vivo in 20 metri quadri. Non di più, mi sentirei tremendamente solo se la mattina alzandomi non vedessi frigorifero, cucina, doccia, water, scaldabagno e divano. Mi sentirei in un'orrenda e desolata prateria se potessi liberamente camminare per raggiungere il tavolo al posto che trovarlo esattamente a mezzo metro dal letto e a mezzo dal televisore. E non mi sentirei a casa senza moquette ovunque, fin sulla soglia della tazza. &lt;em&gt;Casa mia casa mia per piccina che tu sia, tu sei come una badia.&lt;/em&gt; Ce lo ha detto una sera un barbone ubriaco davanti al GS di via Spinoza infilandosi in un misterioso sottoscala fra i cartoni e le cassette vuote. Ha ragione. Casa mia è su una collina che si affaccia sul Missisipi. Si trova in una zona verde di villette con giardino. Peccato abbiano costruito un muro per separare il fiume dal quartiere. Per proteggerlo da troppa natura hanno aggiunto l'autostrada. Ma quando non passano auto si sente scorrere il fiume. &lt;a href="http://bp2.blogger.com/_0FlePa74MlE/Rus8TFBB-uI/AAAAAAAAACU/DgEfcadJ4rQ/s1600-h/Tirrenia+(89).jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5110244500643642082" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://bp2.blogger.com/_0FlePa74MlE/Rus8TFBB-uI/AAAAAAAAACU/DgEfcadJ4rQ/s200/Tirrenia+(89).jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Ecco una mia foto mentre scendo in abiti da casa a &lt;a href="http://bp2.blogger.com/_0FlePa74MlE/Rus6zFBB-sI/AAAAAAAAACE/oz2QRO6JOF8/s1600-h/Tirrenia+(89).jpg"&gt;&lt;/a&gt;predere l'acqua. A volte invito degli amici. Molti pensano che io sia diventato un'eremita, ma in certi momenti si ha necessità di stare soli. Alce Nero andava sulla collina a digiunare e tornava soltanto dopo che le allucinazioni gli avevano rivelato la via. Scar non credo digiuni, ma condivide perfettamente la mia volontà di isolamento. In ogni caso, rimango un &lt;em&gt;social guy&lt;/em&gt; e qualche volta per evitare di parlare da solo invito il mio amico Brian. Nella foto lo si riconosce dal cappello, mentre lo accolgo sulla soglia della mia umile &lt;a href="http://bp1.blogger.com/_0FlePa74MlE/Rus_M1BB-xI/AAAAAAAAACs/FdJhLyKItqg/s1600-h/Tirrenia+(91).jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5110247691804343058" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://bp1.blogger.com/_0FlePa74MlE/Rus_M1BB-xI/AAAAAAAAACs/FdJhLyKItqg/s200/Tirrenia+(91).jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;dimora con un grande abbraccio. In queste due settimane ho trovato chi odiare, ho trovato un nemico che ho studiato attentamente e di cui scriverò prestissimo. Ho anche letto molto e preparato una rassegna stampa a livello locale di notevole interesse per tutti coloro che sono appassionati di buon giornalismo, giornalismo vero, fatto da gente che sul posto ci va e che non sta in ufficio attaccata al telefono. Per fortuna che la stampa indipendente e non sobillata dalla congiura comunista si può trovare anche qua. Le due testate migliori portano il nome di &lt;em&gt;Onion&lt;/em&gt; e &lt;em&gt;Minnesota Daily&lt;/em&gt;. Una ventata di informazione pulita in un panorama che fomenta odio e strumentalizza le notizie. Troppe anticipazioni fanno male. Per adesso lascio queste immagini di me.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8386511913605747065-9105358407850612633?l=alebadgifts.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://alebadgifts.blogspot.com/feeds/9105358407850612633/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8386511913605747065&amp;postID=9105358407850612633' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8386511913605747065/posts/default/9105358407850612633'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8386511913605747065/posts/default/9105358407850612633'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://alebadgifts.blogspot.com/2007/09/come-eravamo.html' title='Come eravamo'/><author><name>donaz</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02075661817352939469</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp1.blogger.com/_0FlePa74MlE/Rus7_1BB-tI/AAAAAAAAACM/pczNtYbpA24/s72-c/Tirrenia+(22).jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8386511913605747065.post-8683248862124247813</id><published>2007-08-31T16:01:00.001-07:00</published><updated>2007-08-31T21:03:36.616-07:00</updated><title type='text'>Minnesota State Fair - The Miracle of Birth</title><content type='html'>&lt;embed style="WIDTH: 400px; HEIGHT: 320px" name="flashticker" align="middle" src="http://widget-a0.slide.com/widgets/slideticker.swf" type="application/x-shockwave-flash" quality="high" scale="noscale" salign="l" wmode="transparent" flashvars="cy=bb&amp;amp;il=1&amp;channel=648518346350133920&amp;amp;site=widget-a0.slide.com"&gt;&lt;/embed&gt; &lt;div style="WIDTH: 400px; TEXT-ALIGN: left"&gt;&lt;a href="http://www.slide.com/pivot?cy=bb&amp;amp;ad=0&amp;id=648518346350133920&amp;amp;map=1" target="_blank"&gt;&lt;img src="http://widget-a0.slide.com/p1/648518346350133920/bb_t042_v000_a000_f00/images/xslide1.gif" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;a href="http://www.slide.com/pivot?cy=bb&amp;amp;ad=0&amp;id=648518346350133920&amp;amp;map=2" target="_blank"&gt;&lt;img src="http://widget-a0.slide.com/p2/648518346350133920/bb_t042_v000_a000_f00/images/xslide2.gif" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align="justify"&gt;Zona Fiera, molto lontano da casa: dopo due mesi ho capito che la passione locale sono le fiere. A Taste of Minnesota era l'assaggio, la Minnesota State Fair la versione integrale: una fiera agricola e culinaria, un cocktail rustico di massa, il vero happening dell'estate. Andiamo tutti per il &lt;em&gt;junk food&lt;/em&gt; e per vedere gli animali della fattoria, affascinati come bambini cresciuti in città. Gli stands sono enormi stalle per mucche, cavalli, pecore e capre, una porcilaia da record, un pollaio grosso come un hangar ma con nessuna possibilità di volare. Attorno, chioschi illuminati, intrattenimenti vari ed esposizioni di motoscafi e macchinari per la terra. Mi fiondo sulla carne di alligatore (&lt;em&gt;gator&lt;/em&gt;) e me la servono su uno stecchino, fritta nel burro, con mostarda e una pseudo salsa &lt;em&gt;cajun&lt;/em&gt;: sa di pollo e non so se la causa sia la vicinanza del chiosco col pollaio oppure al sapore vero della carne. Il piatto mi delude, credevo che un animale pericoloso avesse un sapore con maggiore dignità. Mi rifaccio con una salsiccia sullo stecchino, con le mozzarelle in carrozza sullo stecchino e con uno spiedino di fragole fritto. Sono due le regole per cucinare minnesotese: ogni cibo è fritto dopo l'immersione nel burro ed è servito su uno stecchino. Allo stand italiano chiedo per curiosità degli spaghetti e mi mostrano un lecca-lecca fritto di spaghetti arrotolotali a una forchetta-stecchino, coperti da una pellicola di burro impanato. Una vera prelibatezza, al modico prezzo di 5 dollari, di cui mi privo soltanto perchè tengo al rapporto qualità prezzo. Evito i dessert, a scelta oreo fritti o snickers fritti: troppo fritto fa male. Agli elementi basilari della cucina locale sono dedicati due stands: quello delle &lt;em&gt;Deep Friers&lt;/em&gt; e quello del burro. Per una ventina di dollari è possibile lasciare la propria foto al noto artigiano (part-time anche artista funebre e di arredamento da giardino) e ottenere un vero busto scolpito nel burro con cui partecipare al concorso di bellezza e da portare a casa. Quanto narcisismo e quanto odio per se stessi contenga la volontà di avere una copia di sè scolpita in un panetto di burro non riesco a giudicarlo, so che non terrei mai il mio busto in frigo, non desidero osservarlo marcire e nemmeno mutilarlo per farmi la carbonara e soprattutto non mi farei mai fare un busto. Ma qui è una vera passione e le donne posano per avere il ritratto e servono piatti cucinati con un orecchio, un pezzo di mento, un occhio. Lo stand delle deep friers non si distingue da quello delle armi, tant'è che sono uniti e in questo si leggono le intenzioni e le quantità che motivano il &lt;em&gt;frier daddy&lt;/em&gt; medio. Il vero intrattenimento è il Miracle of Birth. Gli allevatori del territorio si sono organizzati per portare ciascuno un capo di bestiame che partorirà durante i giorni della fiera, in modo che quotidianamente si possa assistere alla nascita del capretto, dell'agnellino, dei maialini, seduti su tribune da stadio con riflettori e occhio di bue sul nascituro e ripresa televisiva con proiezione su megaschermi. Di routine la nascita di pulcini e anatroccoli: teche con schiere di uova sono mantenute a temperatura controllata in modo che il pulcino rompa il guscio sotto il naso di chi aspetta per sedersi. Inutile dire che mi siedo in poltronissima e assisto alla nascita dell'ultimo porcello, contento di vedere papà che indicano ai figlioletti il maialino preferito divorando hot dog e tenendo in mano il panino al prosciutto che la mamma salutista ha portato da casa. Fantastico: non so più davvero chi sia la preda e il predatore, se i bambini che infilano le manine fra le sbarre per accarezzare il &lt;em&gt;pet&lt;/em&gt; o i papà, fagocitati da qualche mega industria, vestiti con la polo aziendale e con moglie ossigentissima a fianco. L'uscita dello stand coincide con l'ingresso alla porcilaia più grande del Minnesota e ho la fortuna di vedere The King, sua Maestà Pretty Ricky, il verro più gosso di tutto lo stato, 1200 pounds di puro suino. Attorno al king stanno una folla scomposta di ragazzotti e una coda ordinata di donne dai 40 in su che a turno, furtivamente (qualcuna molto meno) toccano le balle a Pretty Ricky provocando piccoli grugniti di soddisfazione. Porta buono, porta buono. Provo a riprenderle, ma l'allevatore mi obbliga a chiudere la telecamera (più in là ha organizzato una rivendita di salumi e non vuole che gli rovini gli affari). Per descrivere la grandezza della virtù di Pretty Ricky non basta immaginare un pallone da calcio, bisogna aggiungere la sensazione che si prova dopo una lezione noisissima (io voto M***s) o dopo che qualcuno che si voleva evitare ha appena attaccato bottone. Per descrivere l'atteggiamento di Pretty Riky bisogna aver visto l'occhio semichiuso e il ghigno soddisfatto del porco sonnacchioso che, compiaciuto e un poco sordido, espone le balle al sollazzo. Ma neanche così si rende l'idea che popola la mente delle signore che, dopo la toccatina, escono dalla porcilaia senza lavarsi le mani e assusandosi i polpastrelli. Pretty Riky è un'emblema e a ricordarlo (involontariamente) c'è lo stand del Partito Indipendentista del Minnesota, che vuole separarsi e preservare la propria, originalissima cultura. I due rivoluzionari di rappresentanza sono sessantenni obesi, seminascosti dal simbolo del partito, un bisonte in plastica di circa 1 metro, modello del trofeo che campeggia sopra le loro teste. Sul volantino, dichiarano di avere molta voglia di impugnare i fucili e scendere in piazza contro la tassazione del governo, nonchè di rivendicare le radici che l'amministrazione centrale gli sta portando via in un vero e proprio genocidio culturale. &lt;em&gt;Va a laurà, terùn! Washington ladrona, Little Tatanka non perdona. &lt;/em&gt;Tutto il mondo è paese e mi chiedo quale cultura vogliano preservare questi leghisti d'oltreoceano mentre masticano la carne di ex Pretty Riky, dimenticando che molti anni prima in quelle stesse praterie pascolavano i parenti del loro Little Tatanka, il più grande spaccio di generi alimentari, utensili e abbigliamento indiani mai esistito. All'uscita, mentre un amico di cui non farò nome confessa con grande serietà che il sogno della sua vita è comprare un aratro (ne indica uno da 40.000 $) dentro di me il vincitore non è Pretty Riky, ma il cattivo gusto, l'unico prodotto orignale messo in mostra alla fiera.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8386511913605747065-8683248862124247813?l=alebadgifts.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://alebadgifts.blogspot.com/feeds/8683248862124247813/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8386511913605747065&amp;postID=8683248862124247813' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8386511913605747065/posts/default/8683248862124247813'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8386511913605747065/posts/default/8683248862124247813'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://alebadgifts.blogspot.com/2007/08/minnesota-state-fair.html' title='Minnesota State Fair - The Miracle of Birth'/><author><name>donaz</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02075661817352939469</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8386511913605747065.post-4867294420276948870</id><published>2007-08-12T20:34:00.000-07:00</published><updated>2007-08-14T12:57:11.188-07:00</updated><title type='text'>Effetti collaterali</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Minneapolis, da qualche parte che non saprei dire: dieci giorni orrendi, senza la forza di mangiare né dormire. In particolare gli ultimi sei giorni, dove ho perso davvero qualcosa. Troppa ansia e pensieri per la testa, basterebbe dire non ne valeva la pena ma non è così. All’appello della domenica si presentano un incubo, qualcosa di molto importante che se ne è andato, un frigorifero intero buttato nella spazzatura causa black out di mezza città per un giorno intero (e mi domando fra ponte e linee elettriche chi sia l’incaricato al corredo urbano, un qualche Norman alcolizzato sul lavoro), un bicchiere in frantumi con cocci ancora nascosti nella moquette, un funerale (anzi due, uno vero e uno metaforico), diversi dollari evaporati in pochi minuti. Non volevo comprare una racchetta tanto per giocare: il mio ritorno al tennis dopo 7 anni di completo ignorarsi (certe volte anche due entità che di proposito a lungo si sono ignorate tornano insieme) volevo ripartisse da dove era finito. Cerco una Wilson che non sia da immigrato e nemmeno da prima infanzia, faccio un investimento per 200$ in un telaio in titanio che non pesa niente e promette mazzate. Il concetto di socializzazione statunitense passa non solo attraverso lo sport ma soprattutto nella competizione, quindi non basta giocare ed essere all’altezza, occasionalmente bisogna vincere. Con BM, Jarod e Anders andiamo in una zona di campi in cemento gratuiti e poco frequentati. Lo si capisce da due particolari: il formicaio che copre la frattura del cemento nel campo di fianco, il terreno circostante in pendenza che fa sì che qualsiasi palla esca dal rettangolo finisca inesorabilmente tre o quattro fermate di autobus a valle. Attorno, un silenzio irreale e due enormi cisterne per l’acqua una con la forma sospetta di fungo atomico. Comincio a giocare con un’ansia e una rabbia che non ho mai messo in niente di quello che ho fatto in vita mia. Il motivo me lo tengo per me, ma rimarrà con me molto a lungo. Gioco credendo di riuscire a sfogare l’ansia picchiando la palla. Dopo sette anni di assenza, il diritto non è pervenuto, frusto l’aria mentre la palla passa da qualche parte senza che io me ne accorga. Il servizio non l’ho mai avuto e lo capisco quando spedisco la palla oltre la rete di protezione e la vedo rotolare con allegria verso il centro città, libera e non più prigioniera del campo da tennis. Il rovescio è una sorpresa, deve essere come il vino che invecchiando migliora, perché finisco per giocare solo di rovescio, con molti molti problemi a superare la palla sulla destra per colpirla dal mio lato sinistro. Ma il palleggio non tiene, una volta è lungo una volta corto, una volta a destra, l’altra fuori, non riusciamo in quattro a mettere assieme 3 scambi. L’accanimento è l’unica cosa che ci tiene in campo. Non penso assolutamente alla partita, non conosco il punteggio, penso ad altro, a qualcosa di doloroso e molto bello, ma così facendo mi ritrovo protagonista di un tie break che Galeazzi avrebbe tranquillamente ignorato, ma su cui sono puntate tutte le mie speranze di socializzazione. Neanche a dirlo, la scena è quella di Palombella Rossa, tranne che la palla mi arriva lenta e alta sul rovescio, Anders mi urla &lt;em&gt;kill it!&lt;/em&gt; e io la spedisco in rete. Perdiamo la partita. Lancio la racchetta e butto via 200 dollari perché il titanio delle protesi, il titanio delle montature per occhiali ultra leggere, il titanio ultra resistente, si spacca come vetro quando il telaio incontra il palo della rete. E non c’è alcun sollievo, non c’è il rilascio della tensione, solo ulteriore accumulo perché le cose migliori passano e sfuggono, soprattutto a me. Mentre cerchiamo la macchina, perché Jarod non ricorda dove la ha posteggiata, capisco il motivo del silenzio e dell’abbandono. Passa a piedi un funerale con cinque parenti, il prete, la bara e quattro uomini delle onoranze: il percorso che seguono in mezzo a tutta l’ordinarietà del quartiere, in mezzo a tutta la distanza che c’è a ogni lato, è così deprimente che non credo si possa morire in maniera più anonima. Troviamo la macchina, accorgendoci che dall’altra parte del muro c’è il cimitero. Quando partiamo, due sedicenni pomiciano poco distanti dall’ingresso.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;a href="http://bp1.blogger.com/_0FlePa74MlE/Rr_S13DRpVI/AAAAAAAAABs/jsfJy52-rzY/s1600-h/Minneapolis+(101).jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5098025125959279954" style="CURSOR: hand" alt="" src="http://bp1.blogger.com/_0FlePa74MlE/Rr_S13DRpVI/AAAAAAAAABs/jsfJy52-rzY/s400/Minneapolis+(101).jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;a href="http://bp1.blogger.com/_0FlePa74MlE/Rr_SU3DRpUI/AAAAAAAAABk/vw4Ls_3dl4I/s1600-h/Minneapolis+(105).jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5098024559023596866" style="CURSOR: hand" alt="" src="http://bp1.blogger.com/_0FlePa74MlE/Rr_SU3DRpUI/AAAAAAAAABk/vw4Ls_3dl4I/s400/Minneapolis+(105).jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8386511913605747065-4867294420276948870?l=alebadgifts.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://alebadgifts.blogspot.com/feeds/4867294420276948870/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8386511913605747065&amp;postID=4867294420276948870' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8386511913605747065/posts/default/4867294420276948870'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8386511913605747065/posts/default/4867294420276948870'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://alebadgifts.blogspot.com/2007/08/effetti-collaterali.html' title='Effetti collaterali'/><author><name>donaz</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02075661817352939469</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp1.blogger.com/_0FlePa74MlE/Rr_S13DRpVI/AAAAAAAAABs/jsfJy52-rzY/s72-c/Minneapolis+(101).jpg' height='72' width='72'/><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8386511913605747065.post-1324999369618800045</id><published>2007-08-02T00:58:00.000-07:00</published><updated>2007-08-03T13:09:43.475-07:00</updated><title type='text'>Il crollo del ponte sulla I-35W</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Minneaapolis, I-35W bridge: stavano decidendo dove cenare quando Nick zittisce tutti quanti e alza il volume del televisore. Si riconosco le quattro ciminiere dell’impianto di produzione di vapore, il teatro nuovo, la cupola dello stadio, il complesso dei mulini e l’ansa del Missisipi. È una ripresa aerea e l’elicottero sorvola una nuvola di polvere, lambita al margine destro da fiamme nere. Sullo schermo scorrono titoli che individuano il luogo del disastro nel ponte sulla highway I-35W, spina dorsale della città che mette in comunicazione il centro di Minneapolis con quello di Saint Paul. Il ponte è a cavallo del Missisipi e nel crollo ha trascinato in acqua il traffico delle cinque: soltanto l’estate ha limitato il numero delle macchine coinvolte. Circa mezz’ora dopo, quando ascoltiamo la notizia, c’è già una vittima. Fuori dalla finestra le sirene passano sempre più frequenti. Il ponte è a circa 800 metri dalla facoltà e con le biciclette dovrebbe essere un attimo, ma la massa di veicoli e persone blocca ogni movimento. È possibile avvicinarsi alla scena con diversi punti di vista: il ponte crollato è nella parte storica della città ed è costruito vicino a un secondo ponte più alto (Cedar Avenue Bridge), che ne alleggerisce il traffico. Un terzo ponte più piccolo e pedonale è a un centinaio di metri dai due. La zona si trova in un’area verde facilmente accessibile, il parco delle Medaglie d’Oro, e su entrambi i lati del Missisipi c’è il lungofiume dove molti fanno jogging o gite in bicicletta. Ci avviciniamo dal basso e decidiamo poi di salire sul Cedar per vedere il crollo. Dal lato, ciò che colpisce sono i mezzi di soccorso, di ogni genere, dalle air boats a lunghi van squadrati in grado di ospitare piccole sale operatorie. Al margine della zona, si raccoglie subito il grosso della calca, per la maggior parte studenti universitari che cercano in ogni modo di aiutare offrendo coperte, cibo, bevande. Nella confusione mi ritrovo in mano una limonata. Ci sono gruppi di centauri in Harley Davidson, preti che organizzano cerchi di preghiera nel prato e fra le piante, il solito predicatore solitario che incita al canto dell’inno sacro, molti amatori con obiettivi telescopici che si spintonano per la posizione migliore, troupe di giornalisti a caccia del testimone. Da vicino, mi impressionano il pullman, il camion e le auto ancora in bilico con il muso puntato o già affondato nella fanghiglia limacciosa. Le fiamme provengono da un camion e mentre stiamo a guardare viene recuperato un cadavere; la rapidità dell’operazione e la confusione delle macerie e dei mezzi di soccorso nascondono i particolari, ma si nota distintamente una barella con un lenzuolo impermeabile che sparisce in un’ambulanza. Quando raggiungiamo il Cedar, la scena si inquadra meglio: quello che impressiona è che del ponte non è crollata una sola sezione, ma tutte le tre sezioni definite dai piloni, da riva a riva, in un collasso generale. I due piloni ancora sorreggono monconi di strada, che ora risulta puntare vertiginosamente verso il fondo. In mezzo, la fanghiglia è in realtà una palta di acqua terriccio e cemento in cui spuntano carcasse d'auto. Fra le vittime ci potrebbero essere dei bambini perché al momento del crollo stava transitando uno scuola bus. Dalla posizione sopraelevata, si nota il traffico delle auto che illumina la highway e che prosegue ininterrotto fino ai due bordi del ponte, formando una coda impressionante. Rimaniamo fino alle nove a girovagare nella zona. Qualcuno soffre, partecipa al dramma e si dispera e noto (l’ho già notato molte volte) che in generale a farlo sono soprattutto immigrati, forse dotati di maggiore empatia perché più abituati alla difficoltà e perciò in grado di condividere la preoccupazione altrui. Qualcuno si chiede perché nel telegiornale non facciano ipotesi o non indaghino i motivi del crollo: da quello che ascoltiamo in diretta, i cronisti si limitano a descrivere la dinamica e a interrogare testimoni oculari che in diverse maniere raccontano di aver provato la sensazione di un terremoto (la terra in prossimità del ponte vibrava e si sentivano rumori profondi). I miei compagni di laboratorio sono subissati di chiamate dei familiari e non troverei esempio migliore per descrivere la psicosi da 11 Settembre: anche se le televisioni ripetono in continuazione che non si tratta di attentato terroristico, ciascuno di loro deve assicurare che non ci sono stati scoppi o bombe e che non si trova in prossimità della zona critica (nonostante a conti fatti ci passiamo circa 3 ore). Quando decidiamo di andare, è già buio: il tratto del ponte non era illuminato e i lampioni sul lungofiume sono molto distanti l’uno dall’altro. Dicono che le operazioni di recupero saranno ridotte e riprese in maniera massiccia soltanto domani mattina. Le vittime sono salite a sette: qualcuno accende ceri e lascia mazzi di fiori. Quello che noto io è che la settimana scorsa per la festa in condominio siamo venuti nel parco a vedere i fuochi d'artificio: era nel giorno in cui la città di Minneapolis celebra l’acqua come fonte di vita e riprende un antichissimo rito indiano. Dal ponte pedonale ho osservato le luci sollevarsi dallo stesso tratto che ora è macerie. Adesso mi sembra che il Padre delle Acque si sia ripreso un po’ di quella vita che credono sia in grado di dare.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;a href="http://bp3.blogger.com/_0FlePa74MlE/RrGPM3DRpTI/AAAAAAAAABc/i96CPAZLoqo/s1600-h/xl.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5094010104631633202" style="CURSOR: hand" alt="" src="http://bp3.blogger.com/_0FlePa74MlE/RrGPM3DRpTI/AAAAAAAAABc/i96CPAZLoqo/s400/xl.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8386511913605747065-1324999369618800045?l=alebadgifts.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://alebadgifts.blogspot.com/feeds/1324999369618800045/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8386511913605747065&amp;postID=1324999369618800045' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8386511913605747065/posts/default/1324999369618800045'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8386511913605747065/posts/default/1324999369618800045'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://alebadgifts.blogspot.com/2007/08/il-crollo-del-ponte-sulla-i-35w.html' title='Il crollo del ponte sulla I-35W'/><author><name>donaz</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02075661817352939469</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp3.blogger.com/_0FlePa74MlE/RrGPM3DRpTI/AAAAAAAAABc/i96CPAZLoqo/s72-c/xl.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8386511913605747065.post-6593049477802867693</id><published>2007-07-30T20:51:00.000-07:00</published><updated>2007-07-31T21:50:30.274-07:00</updated><title type='text'>Marcos e la salamella</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Minneapolis, casa mia: sul cruscotto della macchina di Marcos un mazzo di fiori secchi copre il bocchettone dell’aria e sparge polvere e petali quando parte il condizionatore. La Hundai è della sua ragazza, che ogni anno ha molti problemi a rinnovare il visto e ottenere i timbri per ripartire da Ho Chi Minh City. La sosta forzata dura circa un mese, perciò gli ha lasciato la macchina. A lui i fiori appassiti ricordano un weekend d’amore nel Tenneesee, a me uno scaramantico &lt;em&gt;non correre papà&lt;/em&gt;. Strappare un passaggio al mio vicino e amico Marcos, mi permette di riempire il frigorifero, cosa che in un mese non avevo ancora fatto, dato che la distanza fra la fermata dell’autobus e casa mia è esattamente un miglio e non riesco a portare troppi pacchi. Se devo pensare al concetto di apolide caro allo mia prof di lettere al liceo, Marcos è l’archetipo: gentiori giapponesi, nato e cresciuto a San Paolo, università nel Maryland, dottorato a Minneapolis, ragazza in Vietnam, tre lingue parlate correntemente, nessuno spessore storico (&lt;em&gt;Marcos who? Me?; that weird guy Lula, I know nothing of him; Mussolini? Is he still the chief?&lt;/em&gt;). Fa fisiatria, attualmente viviseziona topi e una domenica lo ho aiutato a ingrassare le future vittime: mi dispiaceva, ma non esistono modelli numerici per molti tipi di malattie, un topo costa 1 dollaro ed è simile per certi versi all’uomo (lo avevo sempre sospettato). Marcos fa molte domande sul cibo italiano perché fra le altre cose è un ottimo cuoco: inventa ricette, mi invita sempre a provare le sue zuppe (l’ultima, una peperonata con tocchi di aglio a crudo) e propende per la cucina vegetariana. Passando fra i banchi del supermercato, mi interroga su marche, abbinamenti, modi in cui si mangiano certi formaggi. Io sono sinceramente stufo del pomodoro minnesotese, una specie di highlander del frigo che non avvizzisce nemmeno dopo un mese, dolcissimo, acquoso e inadatto al sugo, della pasta Da Vinci che scuoce dopo un minuto e della cipolla rossa del Wisconsin che scimmiotta quella di Tropea senza averne il sapore. Non cerco prodotti italiani, li evito con cura dal momento che ogni volta mi deludono, compro verdura, carne e riso. Finchè al banco degli insaccati, l’indice di Marcos punta un angolo riparato dal beef loin e dai pork chops: is it Italian? Mild Italian Sausage. La salamella in pacchi da 6 per 3 dollari, c’è il 3 per 2 con sei dollari e ne porto a casa 18. Mezz’ora dopo, 18 salamelle, di cui 6 aromatizzate al finocchio, viaggiano verso casa mia nel bagagliaio della Hundai. Torniamo per le sette e subito ne provo una: scaldo la piastra, un filo d’olio d’oliva, uno spiccho di aglio tagliato fine, un poco di cipolla, apro la salamella a metà e la schiaccio contro la piastra girandola a più riprese su entrambi i lati. Quando è cotta la infilo nel pane, aggiungo fette di pomodoro, cipolla, insalata e maionese: manca il piccante. Il primo morso mi riporta in viale Argonne angolo piazza Fusina, 300 metri da casa. Arabo o francese? Francese Telma, mettici il piccante. Nostalgia canaglia. Metto altre due salamelle sulla piastra, chiamo Marcos e aspetto. Si tratta di un esperimento gastronomico: odia il junk food, schifa hamburger e hot dog. Ma l’esperimento funziona, la salamella gli piace e mi chiede se è molto diffusa in Italia perché in Brasile non ne ha mai mangiate. Vuole il bis. Scaldo una scaglia di Asiago, la aggiungo alla salamella aromatizzata al finocchio, due birrette e si comincia. Finiamo un pacco, tre salamelle a testa, una serata a biascicare e a parlare di donne e insaccati. La salamella, oltre che riuscitissimo esperimento social culinario, fa amicizia e cameratismo: Marcos, di solito riservatissimo, mi guarda fra libri e CD, mi chiede se gli presto le poesie di Neruda che non sa chi sia (immagino lo abbia attirato la copertina), guarda nell’armadio e mi invida la felpa da squatter comprata al Rebelot per 20 euro. L’effetto salamella dura parecchio perché soltanto per l’una e mezza decide di salire nel suo appartmento. Quando chiudo la porta, intravedo l’affare: un chiosco di panini a Copacabana, una mezza con Ciccio per la salama da sugo e il tomino novarese, il centro carni piemontesi che spedisce la salamella da Festa dell’Unità e racchiudo la felicità in quattro metri quadri. &lt;em&gt;Sai che facciamo invece? Partiamo, andiamo in Brasile, ci pensi: in Brasile, prendiamo un piroscafo… Moraldo, un piroscafo e partiamo.&lt;/em&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;a href="http://bp0.blogger.com/_0FlePa74MlE/Rq6zP3DRpSI/AAAAAAAAABU/KqUDu426k-c/s1600-h/Minneapolis+(77).jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5093205313659708706" style="CURSOR: hand" alt="" src="http://bp0.blogger.com/_0FlePa74MlE/Rq6zP3DRpSI/AAAAAAAAABU/KqUDu426k-c/s400/Minneapolis+(77).jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8386511913605747065-6593049477802867693?l=alebadgifts.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://alebadgifts.blogspot.com/feeds/6593049477802867693/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8386511913605747065&amp;postID=6593049477802867693' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8386511913605747065/posts/default/6593049477802867693'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8386511913605747065/posts/default/6593049477802867693'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://alebadgifts.blogspot.com/2007/07/marcos-e-la-salamella.html' title='Marcos e la salamella'/><author><name>donaz</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02075661817352939469</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp0.blogger.com/_0FlePa74MlE/Rq6zP3DRpSI/AAAAAAAAABU/KqUDu426k-c/s72-c/Minneapolis+(77).jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8386511913605747065.post-4705114828369491663</id><published>2007-07-21T22:52:00.000-07:00</published><updated>2007-08-02T14:19:53.982-07:00</updated><title type='text'>Pool party condominiale</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Hennepin, 5th avenue 333: tre palazzi racchiudono una piazza privata con piscina. Uno steccato separa il complesso da un prato sterminato al cui orizzonte si vedono le torri per la raccolta del grano della General Mills. La costruzione è enorme perchè in passato serviva una zona di pianure vaste all'incirca come il nord Italia: oggi è dismessa, ma diventerà per imponenza un monumento. Mi avvicino al barbeque, che sta affumicando il cartello con la convocazione della riunione di condominio e il regolamento per l'utilizzo degli spazi comuni. Il party mi piace per due ragioni: mi ricorda il garage dietro la veranda in cui giocavo a calcio da piccolo; è rivolto a tutto il dipartimento di ingegneria chimica e non manca nessuno. Sono cordiali, non parlano di lavoro e piano piano si presentano tutti, senza mai farmi domande banali. Mi chiedono di scrivere che gli Stati Uniti sono governati da un'oligarchia di una cinquantina di persone che fanno ciò che vogliono irrispettosi del mondo intero. Un giapponese mi prega di non pensare che i suoi connazionali stiano diventado insetti: gli dico che non l'ho mai pensato, mentre dentro di me non vedo laboriose formiche, ma il brulicare di un alveare o di migliaia di scarafaggi. Nessuno è mai stato in Italia, ma mi spiegano che ciascuno è parzialmente italiano per via di parenti immigrati. A parte la nota carbonara, i ragazzi del dipartimento sono innanzitutto dei grandi grigliatori, hanno sistemato due enormi barbeque a lato della piazza e non si fanno mancare niente, ogni ben di Dio è offerto dal padrone di casa, Dave, mio gentilissimo e cordialissimo compagno di ufficio, che festeggia la fine degli esami di dottorato. La piscina è l'attrazione: due obesi fanno tuffi a bomba nel tentativo non dichiarato di svuotarla. Uno è un ricercatore con barba lunghissima, l'altro un post-doct ed entrambi lavorano nel gruppo di elettrochimica. Si chiacchera e si beve molto e tutto scorre con facilità. A colpirmi è il mio compagno di esperimenti, BM. "&lt;em&gt;It is frustrating&lt;/em&gt;" mi dice. Ingolla la birra &lt;em&gt;homebrewed&lt;/em&gt;, scrolla la testa e si aggrappa alla pianta condominiale, strappandone due rametti. Dal mucchio di vestiti a fianco della pedana per i tuffi prende un berretto, infila i rametti come la penna di un alpino e sistema il tutto in testa. Riprende a bere, barcolla, allunga la mano verso il sedere di una ragazza mentre cerca di parlare con un'altra. BM è molto simpatico, lo apprezzo e lo ritengo davvero geniale, ma comincia a preoccuparmi perchè in due settimane si è ubriacato 5 volte e ha mandato a pallino una quindicina di esperimenti. Non è una cosa grave, gli ripeto che non deve ritenerla frustrante perchè è molto difficile e per niente immediata. Quello che mi preoccupa è il suo umore altalenante. Dall'esito dell'esperimento passa con disinvoltura a confidarmi che non è religioso, che è assolutamente ateo e che non capisce il significato del verbo &lt;em&gt;credere&lt;/em&gt;, che non accetta e che gli fa paura. Poi, diventa immediatamente triste e sta zitto. Martedì sera mi ha invitato a casa sua, un monolocale al cui confronto io sono igienista e rupofobo, perchè mangiare pop corn e patatine ammucchiandoli sulla moquette non lo avevo mai visto fare neanche dal più fanatico venditore di Rotowash. Dal frigo ha tolto tutti i ripiani per infilare un fusto da 5 galloni di birra, alto circa 80 cm con riduttore di pressione e tanichetta di anidride carbonica per spillare. BM fa fotografie con una macchina analogica del '70 reflex, le fa sviluppare e mette in quadro le migliori: o è un genio oppure un truffatore che appende foto di Capra o di Newton. La star del party è lui, alterna momenti di amore fraterno, in cui salta, balla e abbraccia i presenti, a momenti di rabbia, in cui insulta gli invitati in italiano (quello che gli ho insegnato) e in inglese. La sua parola preferita è &lt;em&gt;frocio&lt;/em&gt;, che sbatte in faccia in continuazione a chiunque gli passa davanti. Il party dura dalle 4 di pomeriggio all'1 e 40 di notte: i venti minuti di margine servono per tornare a casa prima che l'illumianzione stradale venga spenta. Alla fine della festa, BM ha talmente ecceduto che qualcuno pensa abbia detto qualcosa di profetico e abbia seminato l'aria per far fiorire il cielo: nell'andare via, i saluti tra froci si sprecano.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;a href="http://bp1.blogger.com/_0FlePa74MlE/RqMSZtRmeMI/AAAAAAAAABE/Dwbwp3JS-yc/s1600-h/Minneapolis+(31).jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5089932236718241986" style="CURSOR: hand" alt="" src="http://bp1.blogger.com/_0FlePa74MlE/RqMSZtRmeMI/AAAAAAAAABE/Dwbwp3JS-yc/s400/Minneapolis+(31).jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8386511913605747065-4705114828369491663?l=alebadgifts.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://alebadgifts.blogspot.com/feeds/4705114828369491663/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8386511913605747065&amp;postID=4705114828369491663' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8386511913605747065/posts/default/4705114828369491663'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8386511913605747065/posts/default/4705114828369491663'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://alebadgifts.blogspot.com/2007/07/pool-party-condominiale.html' title='Pool party condominiale'/><author><name>donaz</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02075661817352939469</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp1.blogger.com/_0FlePa74MlE/RqMSZtRmeMI/AAAAAAAAABE/Dwbwp3JS-yc/s72-c/Minneapolis+(31).jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8386511913605747065.post-5819298133101703900</id><published>2007-07-16T21:31:00.000-07:00</published><updated>2007-07-16T23:52:42.151-07:00</updated><title type='text'>Io, Fondriest e la bicicletta</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Minneapolis, Dinky Town, da Erik: la bicicletta mi costa 100$, il lucchetto 60. Se devono rubare qualcosa, prendono il lucchetto e lasciano la bicicletta. Erik si presenta in forma di commesso obeso venticinquenne che sazia la mia curiosità con tecnicismi incomprensibili a cui rispondo sempre &lt;em&gt;Jeez&lt;/em&gt;. Sarà che mi faccio capire male, ma esco orgoglioso della mia bicicletta marca Jazz, millesimata 99, con U-lock Kriptonite che mi conferirà super poteri. Dopo due metri, svolto nel vicolo a finaco al negozio e con il set di brugole che mi hanno dato in omaggio, abbasso il sellino, aggiusto un poco i pedali e assetto tutto ciò che il commesso aveva misurato e modificato con pazienza. Faccio appena in tempo a ripartire che il commesso esce dalla porta sul retro e mi saluta. C'è mancato poco che gli spezzo il cuore. Vado in laboratorio ed esco tre ore fa. La serata è calda. Per tornare a casa ci sono una salita, una discesa, di nuovo una salita più lunga, un piano e la discesa finale: tappa piuttosto varia, servono doti polivalenti. Alla prima salita sento la voce di Adriano De Zan che mi sospinge al traguardo, ma dopo cinquanta metri desisto e piego verso il ponte e la West Bank. Minneapolis è una delle città con più kilometri di piste ciclabili degli Stati Uniti. Seguo un tracciato che costeggia il fiume, illuminato da lampioni che mandano luce gialla. La strada è pianegggiante e a volte si allontana la riva per passare in mezzo ai palazzi. Non c'è nessuno in giro, seguo semplicemente la regola di rimanere in piano per non fare fatica. In laboratorio tutti sono appassionati di ciclismo e mi tempestano di domande sul Giro d'Italia. Alla domanda: chi ha vinto l'ultima edizione? ho risposto in sequenza Petacchi, Basso, Savoldelli, Fondriest e Cleto Maole e non so se ho indovinato. Alla domanda: cosa ne pensi della piaga del doping? grido allo scandalo &lt;em&gt;i giuìn son tutt drugà!&lt;/em&gt; e dentro di me ricordo l'immagine che Davide S*****i mi ha regalato una volta parlandomi della sua esperienza amatoriale nel ciclismo e di avversari che si facevano pere di doping nascosti in fantomatiche roulotte a bordo strada prima della Podenzano-Piacenza-Fiorenzuola. Senza doping e con il preziosissimo lucchetto mi fermo in un punto dove il fiume fa un'ansa, nel centro di St. Paul, dopo avere padalato circa un'ora. Le Twin Cities sono piacevoli, non hanno monumenti o palazzi da mostrare, sono due enormi città giardino dominate dal fiume e dai laghi. Non c'è grossa varietà nel paesaggio o nell'architettura, più o meno tutto appare come il ponte per l'isola di Harriet o come il lungo fiume. Mi fermo, scatto qualche foto e torno indietro lentamente, gustando la pioggia che ha comincaito a inumidire l'aria. &lt;/div&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;a href="http://bp2.blogger.com/_0FlePa74MlE/RpxkMsteq3I/AAAAAAAAAA0/Rk6aOgG8HC0/s1600-h/Minneapolis+(11).jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5088051848344939378" style="CURSOR: hand" alt="" src="http://bp2.blogger.com/_0FlePa74MlE/RpxkMsteq3I/AAAAAAAAAA0/Rk6aOgG8HC0/s400/Minneapolis+(11).jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;a href="http://bp3.blogger.com/_0FlePa74MlE/Rpxj68teq2I/AAAAAAAAAAs/WgobT2DNjqE/s1600-h/Minneapolis+(13).jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5088051543402261346" style="CURSOR: hand" alt="" src="http://bp3.blogger.com/_0FlePa74MlE/Rpxj68teq2I/AAAAAAAAAAs/WgobT2DNjqE/s400/Minneapolis+(13).jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8386511913605747065-5819298133101703900?l=alebadgifts.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://alebadgifts.blogspot.com/feeds/5819298133101703900/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8386511913605747065&amp;postID=5819298133101703900' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8386511913605747065/posts/default/5819298133101703900'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8386511913605747065/posts/default/5819298133101703900'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://alebadgifts.blogspot.com/2007/07/io-fondriest-e-la-bicicletta.html' title='Io, Fondriest e la bicicletta'/><author><name>donaz</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02075661817352939469</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp2.blogger.com/_0FlePa74MlE/RpxkMsteq3I/AAAAAAAAAA0/Rk6aOgG8HC0/s72-c/Minneapolis+(11).jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8386511913605747065.post-550562428178544628</id><published>2007-07-14T21:08:00.001-07:00</published><updated>2007-07-15T08:22:37.854-07:00</updated><title type='text'>Ho visto Lanny e Lanny ha visto me</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Admundson Hall, ufficio 439 : soffia un vento fortissimo per le vie di Minneapolis. Piega le cime degli alberi, fa vibrare cartelloni pubblicitari e semafori, solleva folate di polvere lungo Franklin Road da riasfaltare. Quando il movimento si incanala fra i palazzi, la velocità aumenta e si sente fischiare. I passeri stanno rannicchiati nell'erba, a volte cercano di recuperare i rami provando a spiccare il volo, ma ricadono qualche metro più in là. Ho freddo, anche se il termometro della banca segna 95°F, circa 35°C: non sono l'unico, in strada la gente porta la felpa. Lanny è fatto a S: a modo suo conserva una certa armonia nell'equilibrio fra la curvatura della pancia e quella della schiena. La deformità lo iscrive alla categoria degli scienziati genuini, quelli che ispirano fiducia, santi laici e passionari che non hanno niente da spartire con gli scienziati-manager o mass-mediatici. Una specie di eroe della sua fetta di scienza. Vuole che gli si dia del tu perchè non riesce a trattare in maniera informale chi lo tratta in maniera formale. Non ho idea come si dia del lei in Inglese e il problema non si pone, ma la cosa mi piace, conferma le mie sensazioni. Tollera gli sfottò: in laboratorio spuntano fotomontaggi, ritagli e disegni che lo ritraggono col corpo da culturista, nei panni di Babbo Natale mentre ascolta un bambino dalla testa di dottorando baffuto, col corpo da idra delle rocce o da Mick Jagger che si piega sul microfono. Dicono che se entrasse il presidente degli Stati Uniti nel suo ufficio, lui lo manderebbe via se non avesse tempo o lo interromperebbe per ascoltare la telefonata dello studente. Tratta tutti allo stesso modo e accetta vantaggi e svantaggi di questo comportamento. Il suo fisico lo ha reso mitico e ha plasmato il suo carattere: ha voce potente, alle conferenze parla senza microfono nonostante la testa punti verso il basso. Mi fa accomodare di fianco a lui. Dalla scrivania spunta praticamente solo la testa perchè la sedia accompagna la curvatura della schiena: siede come se stesse scivolando giù dalla poltrona, una posizione alla Felice Caccamo estremizzata. L'atra sedia dell'ufficio, su cui mi ha fatto accomodare, sembra quella del pic nic dei bambini e mi ritrovo accucciato come i passeri nell'erba. L'ha modificata apposta, togliendo la leva per alzarla. Commento i miei dati, il lavoro di circa 2 anni. Il giorno prima, Lanny aveva organizzato un incontro in cui dovevo presentare gli stessi dati agli alunni e al gruppo, con tanto di panini, fette di anguria, cetrioli con burro e salsa di arachidi, stuzzichini e platea annessa. Non credo che a Lanny piacciano gli &lt;em&gt;happenings&lt;/em&gt; (di certo non è mondano), perchè degli invitati mancava soltanto lui, che aveva organizzato tutto. Mi dice che si era dimenticato, ma non gli credo. Perciò devo replicare in forma privata nel suo ufficio. Partecipa molto, avevo programmato un discorso di 25 minuti, ma andiamo avanti un'ora fra domande, dati, approfondimenti. Il suo giudizio è criptico, cerco di interpretare le sue espressioni, ma ne fa tante che Marcel Marceau a confronto è una statua di sale. A volte si avvicina allo schermo, a volte fissa gli scaffali di fronte, altre volte rivolge lo sguardo agli attestati che tappezzano la parete. Fa domande difficili e ogni volta mi precede: è molto bello discutere con lui. Verso la fine, manda un fischio, fa spazio sulla scrivania, recupera un foglio e appunta qualcosa. L'episodio si ripete qualche slide dopo. Quando concludo, mi guarda e mi chiede perchè non scrivo due articoli sul mio lavoro (qualcuno deve avergli fatto una soffiata, lo sto già facendo) e mi chiede se per la terza volta posso presentarli ad altri studenti. Lo interpreto come un giudizio positivo. Poi, con fare bonario si avvicina e mi snocciola il suo punto di vista. Mi dice che secondo lui è meglio che io faccia altri esperimenti: userò un nuovo reattore, una nuova tecnica di campionamento, un nuovo software per interpretare i dati. Così smetterò di usare strumenti che se pur precisi, sono un poco passati e mi convincerò che l'interpretazione è &lt;em&gt;un'altra&lt;/em&gt;, figlia di una diversa, più sofisticata, metodologia sperimentale. Sono proprio un pulcino: non so se rimanerci male o bene. Mi consiglia di prendermela comoda, ambientarmi e farmi piacere il caffè americano di cui avrò bisogno nelle nottate in laboratorio. Arrancando (mi vienie in mente Igor che porta le valige), mi accompagna fuori dall'ufficio. Oltre al portatile, in mano ho il plico di fogli con le bozze degli articoli. Il caro Lanny li ha appena gettati fuori dalla finestra: dentro di me, li osservo volare via spazzati dal vento e disperdersi da qualche parte per le vie della città.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8386511913605747065-550562428178544628?l=alebadgifts.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://alebadgifts.blogspot.com/feeds/550562428178544628/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8386511913605747065&amp;postID=550562428178544628' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8386511913605747065/posts/default/550562428178544628'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8386511913605747065/posts/default/550562428178544628'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://alebadgifts.blogspot.com/2007/07/ho-visto-lanny-e-lanny-ha-visto-me.html' title='Ho visto Lanny e Lanny ha visto me'/><author><name>donaz</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02075661817352939469</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8386511913605747065.post-1093503279550158335</id><published>2007-07-07T19:15:00.000-07:00</published><updated>2007-07-09T10:30:46.168-07:00</updated><title type='text'>Big Ale e la balla del venerdì sera</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Minneapolis, Washington Avenue: abbiamo cominciato alle 6, accompagnando i tacos con un giro di Premium Beer. La servono freschissima in brocche da due pinte e ciascuno versa al boccale del vicino. Il giorno è tiepido, ci siamo ripromessi di tornare in ufficio dopo cena e continuare un poco a lavorare, ma si sta bene e dalle finestre si vede il cielo rosso fra le vetrate dei grattacieli, intervallati da vie lunghe e vuote. Facciamo un altro giro, un altro ancora, arriva P**** fresco di barbiere, si aggiunge B**** del gruppo di polimerizzazione, siamo in sei, ognuno paga il nuovo giro. Sono contenti che io regga il passo. Per spezzare, arriva un vassoio di JaggerBomb (Jaggermainster e Red Bull) e poi di nuovo birra. Si parla di &lt;em&gt;croogers&lt;/em&gt;, di &lt;em&gt;screw’em up&lt;/em&gt;, di &lt;em&gt;bitches back in town&lt;/em&gt; e discorsi da spogliatoio maschile al liceo. Mi insegnano un campionario di insulti e modi di dire, si ride, siamo rilassati. P*** ha la moglie 24enne a casa (lui ha 26 anni) ed è il più impermeabile alle battute, capisco che gli interessa altro e gli butto lì una domanda politica. Non gli chiedo della guerra o della politica estera del suo paese, ma di cosa pensa delle vie europee al socialismo. Chiede agli altri di ascoltare perché è interessante e la situazione scivola rapida verso il dibattito. Le birre non si contano più, il ritorno in ufficio è dimenticato. Non voglio scoprirmi, sono tutti simpatici e non voglio offenderli. Non intervengo. Ho poco da dissentire, non perché sia d’accordo, ma perché i principi non vengono mai messi in discussione: vengono fuori diversi punti di vista, ma la base è che l’America è un paese piuttosto socialista, con aspetti da risolvere, ma essenzialmente improntato al socialismo. Me lo sono fatto ripetere più di una volta. Non ho idea di cosa intendano a questo punto. Emerge il concetto che, dato il capitalismo come solo modello funzionante, esistono capitalismi più o meno socialisti, ma l’unica via al socialismo è il capitalismo. Credo che le birre stessero già facendo effetto, si parla della loro politica estera che giudicano piena di orrori, scivoliamo in bagno e poi alla cassa. Sono 30 dollari a testa di birra e una pinta costa 2 dollari e mezzo. Non so come abbiamo fatto a berne tanta, una balla pazzesca, B**** comincia a ballare per strada, J**** cerca di arrampicarsi al palo della luce, si cammina a forza di spinte e gomitate. Andiamo in un altro pub e in un altro ancora, sempre a fare la spola fra il bancone e il bagno. Nell’ultimo, una ragazza ci prova con B****, il locale è vuoto, l’immagine è di loro due che ballano da soli controluce a un megaschermo in cui scorrono a ripetizione riassunti delle giornate di baseball, football, hockey e basket. Gli atleti sono enormi, loro due piccole ombre. Lui cade sulla moquette, lei ride e se ne va. Didn’t pick up her number. Usciamo e camminiamo verso l’ufficio a riprendere le cose. Sono le tre quando entriamo in laboratorio e ad aspettarci c’è R**, che si era chiuso dentro a fare esperimenti. Ridiamo, uno cerca di buttargli via le sfere di allumina (cioè l'esperimento), poi torniamo verso casa, abitiamo tutti vicini in una zona piena di giardini e di angoli dove fare pipì. Nel cespuglio si muove un coniglio e cerco di bagnarlo col getto, quello sfugge e passa fra le gambe di J**** che lo insegue zigzagando. È una bella serata, fresca, in sottofondo il fiume e le auto sotto l’arco gigantesco del ponte. Non ricordo più niente, a parte il mio nuovo soprannome: Big Ale, me lo ripetono in continuazione. Forse abbiamo qualche pregiudizio europeo verso di loro. Venerdì prossimo si replica.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8386511913605747065-1093503279550158335?l=alebadgifts.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://alebadgifts.blogspot.com/feeds/1093503279550158335/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8386511913605747065&amp;postID=1093503279550158335' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8386511913605747065/posts/default/1093503279550158335'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8386511913605747065/posts/default/1093503279550158335'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://alebadgifts.blogspot.com/2007/07/minneapolis-washington-avenue-abbiamo.html' title='Big Ale e la balla del venerdì sera'/><author><name>donaz</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02075661817352939469</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8386511913605747065.post-6387767910662662623</id><published>2007-07-05T09:33:00.000-07:00</published><updated>2007-07-06T08:18:01.782-07:00</updated><title type='text'>A taste of Minnesota - down to the fun fair</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;St. Paul, Harriet Island: gli obesi tutti appesi nella salumeria. La canatava Polizzi alle medie e il ritornello mi è tornato in mente non appena ho messo piede sul ponte che separa la riva cittadina dal parco. I festeggiamenti per il giorno dell'indipendenza sono composti, le code agli stand ordinate, il flusso rigorosamente incanalato da transenne e protezioni. Per i primi quattrocento metri la sensazione è di essere alla festa della polizia più che a quella delle Twin Cities, poi l'impressione scompare e la massa umana sommerge tutto. I compagni del laboratorio sono socievoli (in due giorni di permanenza siamo andati al cinema, alla fiera e al parco a bere) e sono eccitati per i fireworks. Tutti sembrano esserlo, spuntano berretti con piccole fiammate in polistirolo, stelle luccicanti, marche di compagnie pirotecniche, strisce fosforescenti. Il gusto del Minnesota è una sorta di Sagra della Melanzana Ripiena di San Genesio moltiplicata per mille, con migliaia di spettatori disseminati in un grossissimo parco con lungofiume. I piatti tipici sono l'hot dog, l'hamburger, le salse piccanti, il cibo italiano modificato, il menù di campagna. Scelgo quest'ultimo e ottengo una pannocchia e un litro di limonata per 5 dollari. Un predicatore in borghese cammina controcorrente alla folla, reggendo un cartello con un invito a lodare il Signore, a tratti si mette a cantare e prova a coinvolgere la mandria che puntualmente sghignazza (sghignazzo anch'io e lo riprendo in un video) e non lo segue. Fa il giro del parco quattro o cinque volte, poi scompare. A noi succede ben poco. Ci sediamo in un prato, bombardati dalla musica dell'orchestra che a ripetizione suona &lt;em&gt;God Bless America&lt;/em&gt; e altri classici. Compriamo delle birre (ci va Jas perchè è l'unico che ha la carta di identità con sè), beviamo, chiaccheriamo. Noto con piacere di appartenere alla categoria dei magri, mentre attorno a me masse informi e sudaticce arrancano o si accasciano a terra nel tentativo di rialzarsi dopo il pic nic sull'erba. Sul tema obesità scriverò qualcosa (di banale) perchè è impressionante. I fireworks secondo me sono una delusione, ma non lo posso dire: durano mezz'ora, devono rispettare le norme di igiene acustica, non riempiono il cielo. Altro che capodanno napoletano, altro che preparazione della Falla valenciana. Ma la serata è tiepida, sull'erba si sta bene e qualcosa lo apprezzo davvero: lo pseudo dissidente nero che apre uno stand abusivo tentando di vendere cuffie e magliette con l'immagine di Chè Guevara. Il fiasco è clamoroso, qualcuno ha da ridire. In mezz'ora chiude baracca e burattini e fugge via con un grosso zaino in spalla. Direi è riuscito a trovare il residuato più invenduto che si possa immaginare nel giorno dell'indipendenza degli Stati Uniti.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8386511913605747065-6387767910662662623?l=alebadgifts.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://alebadgifts.blogspot.com/feeds/6387767910662662623/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8386511913605747065&amp;postID=6387767910662662623' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8386511913605747065/posts/default/6387767910662662623'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8386511913605747065/posts/default/6387767910662662623'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://alebadgifts.blogspot.com/2007/07/taste-of-minnesota-down-to-fun-fair.html' title='A taste of Minnesota - down to the fun fair'/><author><name>donaz</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02075661817352939469</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8386511913605747065.post-6520423119756041108</id><published>2007-07-02T10:06:00.000-07:00</published><updated>2007-07-03T17:20:26.447-07:00</updated><title type='text'>È arrivato Zenigata</title><content type='html'>&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span lang="IT"&gt;Minneapolis, aeroporto. La mia valigia riappare sul nastro trasportatore insieme alle altre provenienti da Phildelphia. Mi era mancata e mi sono sentito solo all’ennesimo controllo sul bagaglio a mano, in cui il poliziotto esamina con attenzione la cornice ricavata da giornali tailandesi con foto degli amici a Berlino. Un terrorista thai? Un ribelle dello stato canaglia malese? A scanso di equivoci, il poliziotto ANNUSA la cornice. Più tardi, a casa, ho provato anch’io, ma non si sente nemmeno l’odore di stampa. Al recupero bagagli non posso sbagliare. Robert S******** indossa il cappello giallo nero con extension a coda di cavallo. La coda, pur sintetica, è seborroica. Colpa del sudore che la intride quando Bob corre la maratona: a sessantun’anni ci impiega cinque ore, ma non gli interessa. È la prima cosa che mi dice, il cappello gli porta bene e non si cambia. Si toglie il cappello e sotto è pelato. È un uomo ciarliero e servizievole e dei due bagagli porta per me quello da tre chili, mentre io arranco con quello da trenta. È arrivato con il furgone che usa per le faccende di casa: assicura i bagagli fra un sacco di cemento e un fascio di assicelle, ricavando lo spazio in mezzo a una montagna di tubi, ferraglia, tocchi di legno e secchi con vernice e calce. Fa domande a ripetizione: mi chiede dove sia Milano (non la ha mai sentita), cosa faccio io di lavoro e cosa fanno i miei. Io gli chiedo se è mai stato in Italia e lui risponde che ogni due anni va a Parigi con la moglie. Inguaribile romantico che non conosce&lt;/span&gt;&lt;span lang="IT"&gt; la geografia&lt;/span&gt;&lt;span lang="IT"&gt;. E la chiacchierata finirebbe in un quarto d’ora (tanto dista la casa dall’aeroporto) se non fosse che dopo avermi annunciato che al bivio fra Minneapolis e St. Paul bisogna prendere per Minneapolis, imbocca con sicurezza la direzione St. Paul e siamo costretti a fare il giro della città. Si scusa fra un sollazzo e una risata, sostenendo che è tardi anche per lui e che di lì a poco verrà operato di ernia, cosa che gli causa dolori e distrazione. La digressione di venti minuti gli permette di spiegarmi con dovizia che sua moglie è ingegnere elettrico, sua figlia ingegnere industriale, lui ispettore (da qui la citazione a Zenigata per gli amanti de “I Furiosi”, non perché mangia la frittata, né perché commissario). Mi guardo attorno: c’è una barretta Nature Valley Trial Mix Fruit&amp;amp;Nut aperta sul cruscotto, mordicchiata e appiccicata a un panno per i vetri. A terra, al posto del tappetino ci sono fogli di giornale incrostati di fango. Altre barrette sono stipate nel vano portaoggetti vicino al cambio, il furgone ha l’aria da rottamazione incentivata. Mi chiedo che ispettore sia, di sicuro non sanitario. Lo stimo davvero molto. Mi porta fin sotto casa e sono contento che abbia sbagliato strada perché lungo le vie snocciola particolari preziosi, fra cui l’incrocio dove suo cognato ha fatto il tamponamento. È rustico e garrulo. La garrulità, per chi la volesse definire, è un incontinenza di parola, ma per chi la volesse visualizzare posso inviare un primo piano dell’amico Zenigata. Mi consegna le chiavi di casa, mi accompagna dentro e mi fa vedere che è tutto a posto. Come tocco finale lascia tre barrette Nature Valley sul tavolo in caso io abbia fame durante la notte. Dice che è meglio per lui se torna a casa sua e che ci sentiamo il giorno dopo per telefono. Abita vicino a Minneapolis, a solo un’ora e mezza di auto. Capisco che la geografia la conosce, è il concetto distanza che gli manca e vede l’Europa come un posto piccolo dove tutto è vicino a tutto. È bello incontrare gli entusiasti di tanto in tanto.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8386511913605747065-6520423119756041108?l=alebadgifts.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://alebadgifts.blogspot.com/feeds/6520423119756041108/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8386511913605747065&amp;postID=6520423119756041108' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8386511913605747065/posts/default/6520423119756041108'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8386511913605747065/posts/default/6520423119756041108'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://alebadgifts.blogspot.com/2007/07/arrivato-zenigata.html' title='È arrivato Zenigata'/><author><name>donaz</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02075661817352939469</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8386511913605747065.post-3626854122733075117</id><published>2007-06-29T13:14:00.000-07:00</published><updated>2007-07-02T13:06:28.299-07:00</updated><title type='text'>Vento d'estate io vado al mare, voi che fate?</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Philadelphia, aeroporto. Vento d’estate, io vado al mare, voi che fate? Non mi aspettate, forse mi perdo. La scena dei vecchi che arrancano senza scarpe fra i gate è primordiale. Io sono contento come un bambino mentre in calzini passo sulla moquette, poi sui tappeti gommosi, quindi su quelli più duri. I bambini veri si inseguono fra le gambe dei grandi in coda, ridendo delle norme antiterrorismo. Le scarpe compaiono a intervalli sul nastro: sono abbastanza orgoglioso delle mie, non hanno buchi, non sono imbarazzanti e nemmeno puzzolenti. Mordo Nahum (si scrive così??) ne sarebbe stato fiero per le vie di Cracovia. Ma gli anziani arrancano un po’, un tabagista si vergogna e nel cestello copre i mocassini con tre stecche di sigarette. In effetti i mocassini erano sformati. Un altro impiega un’ora per piegarsi e sfilarle, rischia di cadere e si appoggia al poliziotto. Altri semplicemente inciampano. Tutto bene, cercherò di recuperare il bagaglio che mi è stato sottratto al re-check (una specie di controllo statistico, sempre non si tratti di malintenzionati travestiti da poliziotti), con il risultato che l’ho visto sparire in un tunnel argentato privo di uscita. Assicurano che non è andato al macero e lo riavrò all’arrivo. Sarà, ma a me nessuno ha chiesto dove vado. In volo, un piccolo episodio. L’uomo è sulla cinquantina, capelli curati camicia albicocca e collo taurino. È enorme. L’aereo è appena decollato quando l’uomo comincia a scalpitare, stringe i braccioli, chiede un bicchiere d’acqua. Al momento riesce a trattenersi, ma dopo un paio di ore si scatena. Deve essersi svegliato da un incubo, si alza di colpo e prende una testata contro la cappelliera (gli rido alle spalle). Chiama lo steward, chiede dei liquors, parla sommessamente. Al rifiuto, comincia a insultarlo, poi si scusa, poi di nuovo si scaglia contro la mancanza di umanità del personale. Lo steward lo manda francamente a quel paese, interviene la donna e cerca di calmarlo. L’uomo si sporge verso di lei, balbetta qualcosa che il mio vicino dell’Illinois riesce a capire. &lt;em&gt;September eleven was a hard day for everyone&lt;/em&gt; bisbiglia nel mio orecchio Eccolo, lo scioccato da undici settembre. Fantastico. Per fortuna, all’arrivo ha solo un bernoccolo. Le bombe erano a Londra…&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8386511913605747065-3626854122733075117?l=alebadgifts.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://alebadgifts.blogspot.com/feeds/3626854122733075117/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8386511913605747065&amp;postID=3626854122733075117' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8386511913605747065/posts/default/3626854122733075117'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8386511913605747065/posts/default/3626854122733075117'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://alebadgifts.blogspot.com/2007/06/vento-destate-io-vado-al-mare-voi-che_29.html' title='Vento d&apos;estate io vado al mare, voi che fate?'/><author><name>donaz</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02075661817352939469</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8386511913605747065.post-5695340687597830029</id><published>2007-06-19T14:27:00.000-07:00</published><updated>2007-07-02T13:06:45.183-07:00</updated><title type='text'>Pasolini rima con frustini</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Avrei voluto cominciare dalla fuga in spiaggia dopo la presentzione al congresso, oppure raccontare il perchè del titolo del blog o delle definizioni che ho raccolto in questi giorni riguardo al viaggio a Minneapolis. Niente di tutto questo...&lt;br /&gt;Ora di pranzo, piazzetta. Mettevo assieme le idee per il blog, quando spalle a me si presenta l'ombra di un microfono, non faccio in tempo a voltarmi che di fronte ho l'intervistatore e la lente quadrata della camera. Sono infastidito, compaio per la prima volta sul piccolo schermo con mezza albicocca in bocca, l'altra metà in mano e una piccola pozza intorno al nocciolo, gettato a terra con gesto di inciviltà da quattro soldi. Roba da angolo dei voncioni a Eat Parade, roba che Vissani mi manda i proiettili a casa. Scopro però che la domanda non è banale, dietro non ci sono nè Studio Aperto nè Aria Pulita, Prosperini non mi urlerà &lt;em&gt;piscialètt! cagasott!&lt;/em&gt; o (peggio ancora) &lt;em&gt;te ghè rasùn, fora di pè&lt;/em&gt;... Si parla di Pasolini, sono della Fandango e vogliono attualizzare il documentario che il maestro fece intervistando gente comune riguardo a temi poco dibattuti. Fantastico, rispondo che ho letto gli Scritti Corsari e che ho visto alcuni suoi film, parlo un poco della bontà dell'idea che hanno avuto e dell'inquinamento che l'informazione, come ogni altra cosa (dall'aria al sangue degli sportivi) subisce, un processo subdolo che bisogna combattere. E qui scivolo sulla buccia di banana. Perchè l'uomo vuole mandarmi a Cannes (cercheranno di inviare il documentrio al Festival) e di sicuro alla Rai, non tanto per questa intro quanto per una domanda precisa: cosa ne pensi del sado-masochismo? Conosci il sadomasochismo? Sadomasochismo? MasoSadochismo? Dovevo stare zitto, raccogliere il nocciolo da terra e ingoiarlo. Sbrodolare l'albicocca e schifare l'intervistatore. Ma le albicocche erano finite e il nocciolo era troppo lontano. Certo che lo conosco: nel web è inevitabile vedere anche involontariamete qualche angolo, qualche ritaglio con uomini nudi incaprettati e donne con frustini e divisa da kapò. Eh, fosse solo questo! Dentro di me penso alle e-mail sul viagra, sulle tardone a 30 euro e sulle sexual experiences con piccola foto 1 pollice x 1 pollice che arrivano a valanga sulla posta interna del Poli. Un secondo dopo voglio morire: inevitabile, ho detto così? A chi la voglio raccontare? Sulla Promenade si daranno di gomito, indicando il &lt;em&gt;sex surfer&lt;/em&gt;, il guardone da rete che nemmeno ha il coraggio di nascondersi dietro al cespuglio al parco Ravizza, ma sta comodo a casa sbirciando le gallerie gratis dei siti proibiti. Disperato, mi aggrappo al ritornello sulla spazzatura che ci viene proposta ovunque, ma quello incalza, vuole maggior dettaglio, io rispondo che nel sadomasocoso c'è una componente di violenza che non c'entra nulla con la sessualità e che è intollerabile, allora quello la butta prima sul democratico (ma se la violenza è consensuale?? non può proibirla, deve tollerarla) e io glisso, poi sul discriminatorio (trova che anche nell'omosessualità ci sia una componente violenta??) e io intuisco dove vuole parare e nego tutto, l'omosessualità non c'entra niente. Mi chiede se ho presente Salò. Ribatto che se sta pensando di collegare la domanda al contenuto di Salò non sono d'accordo, perchè nel film Pasolini mostrava torture in tutta la loro perversione e stomachevole violenza e non del banale erotismo con attegiamento sadomasochista. Ma mi ingarbuglio, vedo il cameraman che passa dal mio volto a quello dell'intervistatore. Ancora un paio di domande ed è finita. I tre loschi attualizzatori se ne vanno con aria soddisfatta: a forza di tagli e montaggi, dal mio intervento trasparirà un Pasolini in calze a rete e tacchi a spillo e un disgusto viscerale per qualsiasi tipo di pratica sessuale etero e omo che sia. &lt;em&gt;Culatùn e fighett!&lt;/em&gt; Oppure verrà fuori una specie di confessione da quattordicenne erotomane a cui hanno trovato Le Ore e Teletutto nell'angolo buio dell'armadio. &lt;em&gt;Non posso farne a meno, almeno lasciatemi il poster con la Prati nuda!&lt;/em&gt; Ora spero di essere stato impresentabile col boccone nella guancia. Ora spero nella censura di Gusto, che veda nell'albicocca un prodotto di serra e non il frutto pregiato di una qualche specie protetta.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8386511913605747065-5695340687597830029?l=alebadgifts.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://alebadgifts.blogspot.com/feeds/5695340687597830029/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8386511913605747065&amp;postID=5695340687597830029' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8386511913605747065/posts/default/5695340687597830029'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8386511913605747065/posts/default/5695340687597830029'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://alebadgifts.blogspot.com/2007/06/marted-19-giugno.html' title='Pasolini rima con frustini'/><author><name>donaz</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02075661817352939469</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>6</thr:total></entry></feed>
