mercoledì 23 gennaio 2008

Ah che rebus!

Puntata speciale. Dopo essere stato tacciato di dietrologia e di farmi messaggero gratuito di temi sovversivi, propongo ai miei lettori e detrattori questa vera e propria accusa cifrata e ben mirata. Si tratta di una domanda, molto importante. Il suo significato è immediato, non tipo "le fragole sono mature" alla Cossutta. No. L'interessato capirà subito e non potrà esimersi dal rispondere. Basterà una riga, postata nei commenti. Ci tengo. Ma tengo anche ai tentativi di chi vuole indovinare la soluzione. Già immagino il fervore con cui il destinatario leggerà questi passi, l'astuzia con cui decifrerà il messaggio. Forse metterà mano al telefono (lo spero) non so se direttamente dall'ufficio (forse sarebbe meglio lavorare piuttosto che visitare siti di dubbio contenuto come questo) o da casa. Mi rimpacchetteranno, mi daranno il foglio di via. Sicuro.

Il rebus. Il punto di domanda è sottinteso.

lunedì 21 gennaio 2008

Trenta gradi sotto zero

Minneapolis, University Avenue: un vento a 30 gradi sotto zero / incontrastato sulle piazze vuote contro i campanili / a tratti come raffiche di mitra / disintegrava i cumuli di neve. University Avenue, che da Saint Paul fila dritta a Minneapolis per dieci miglia, sembra la prospetiva Nevskij di San Pietroburgo e di Franco Battiato. Il cielo è grigio per le scaglie di neve che il vento rimescola. Certe mattine non si vede oltre dieci metri. Altre, i colori sono elettrici, il bianco è accecante, ma l'aria irrespirabile e il fiato brina contro la sciarpa. E noi che fino a tre giorni fa ci preoccupavamo dell'effetto serra e pregustavamo la conferenza indetta a causa dello scioglimento della neve. Noi pulcini. Noi ambientalisti allarmisti. Noi edonisti fancazzisti, per dirla con Sarti, che speravamo nell'evento per saltare la giornata di prove. Ci sveglieremo alle sette per arrivare controvento in università e non sentire più piedi, mani e gola, mentre un vecchio compiaciuto parlerà del rientrato allarme e, statistiche alla mano, ci rincuorerà sulla severità del freddo. La gente del posto va in giro vestita come noi in autunno o in primavera: il neoacquisto Jake, minneapolitano purosangue, affronta la tempesta con felpa e cappello di lanetta, sotto t-shirt a maniche corte che sfoggia ogni volta che tira fuori qualcosa dal forno del laboratorio. Le giacchette di velluto sono un capo invernale di gran classe e la gonna corta può essere portata con normali calze di nylon. L'altra sera ho visto bambine-virago uscire dalla piscina in sandali e trotterellare verso il pullman (vinceranno medaglie olimpiche e in una decina d'anni cambieranno sesso). Visione che neanche Lisitskij sarebbre riuscito a fotografare. A sottolineare l'importanza della stagione, per le strade sono comparsi i cartelloni giallo blu della campagna antisuicidio, con consiglio salvavita "if you feel depressed, call a doctor" e foto del suicida con anno di nascita e morte. Quando ho domandato un parere all'amico e capitano della squadra Mark H*****, la risposta è stata "lo conoscevo", seguita da un cenno impietoso alla foto, come a dire "e se non s'ammazza uno con quella faccia..." per poi passare a raccontarmi che una volta ha giocato contro una selezione giovanile italiana che schierava in attacco la grande promessa Nello Russo. Io ho ribattuto che più volte ho giocato contro Antonino Lopetuso, per gli amici Lopez e per i nemici Petuso, figlio della portinaia di casa Lulù Oliveira, grande promessa del quartiere persarsi nel fumo e nei Teletutto. L'approfondimento sulla campagna antisuicidio è finito così e meno male che da queste parti la prendono alla leggera perchè il numero dei morti annuali fa concorrenza al nord Europa. Le giacchette di velluto, le battute sui suicidi, le conferenze truffa sull'effetto serra mi fanno pensare che sia un modo per esorcizzare l'inverno. Al supermercato si trovano angurie, ciliege, fragole e pesche. L'organizzazione del semestre sportivo è pressochè invariata, il campo da calcio è usato per l'hockey su prato. La gente fa jogging e riesce a respirare. Il comune ha lanciato per il prossimo week-end il divertente carnevale nella neve per bambini che vogliono prendere la broncopolmonite. Il mio vicino ha coperto con un telo le statue della Madonna, del nano, del leone e del cerbiatto, raccogliendole intorno a un lume per evitare che la neve le sommerga. In sostanza, ha rappresentato un rito pagano nel giardino di casa. Le persone che vengono da fuori si riconoscono per il passamontagna e i giri di sciarpa che avvolgono al collo. Io ho scelto il look Hamas: nella foto, non mi sto preparando per l'Intifada, nè per l'attacco sonoro al Papa, sto soltanto uscendo a fare la spesa. Ho in programma di comprare l'anguria, cercare il maraschino o la panna ed esorcizzare l'arrivo del generale inverno con un piatto estivo. Le previsioni dicono che il picco di minima deve ancora arrivare e la temperatura scenderà a -40°C. Da casa, sotto due strati di coperte e col riscaldamento al massimo, voglio festeggiare il record con un cocktail fresco. Adesso anch'io avrò qualcosa da raccontare ai miei nipoti ai pranzi di Natale. Adesso anch'io come Peppino Prisco andrò avanti anni a infilare la mia campagna di Russia in ogni discorso, suffragando l'importanza del mio punto di vista col fatto che ho preso freddo da giovane. Anch'io. E non sono ceci bianchi sulla spiaggia di Militello.

Prima di fare la spesa.