venerdì 29 giugno 2007

Vento d'estate io vado al mare, voi che fate?

Philadelphia, aeroporto. Vento d’estate, io vado al mare, voi che fate? Non mi aspettate, forse mi perdo. La scena dei vecchi che arrancano senza scarpe fra i gate è primordiale. Io sono contento come un bambino mentre in calzini passo sulla moquette, poi sui tappeti gommosi, quindi su quelli più duri. I bambini veri si inseguono fra le gambe dei grandi in coda, ridendo delle norme antiterrorismo. Le scarpe compaiono a intervalli sul nastro: sono abbastanza orgoglioso delle mie, non hanno buchi, non sono imbarazzanti e nemmeno puzzolenti. Mordo Nahum (si scrive così??) ne sarebbe stato fiero per le vie di Cracovia. Ma gli anziani arrancano un po’, un tabagista si vergogna e nel cestello copre i mocassini con tre stecche di sigarette. In effetti i mocassini erano sformati. Un altro impiega un’ora per piegarsi e sfilarle, rischia di cadere e si appoggia al poliziotto. Altri semplicemente inciampano. Tutto bene, cercherò di recuperare il bagaglio che mi è stato sottratto al re-check (una specie di controllo statistico, sempre non si tratti di malintenzionati travestiti da poliziotti), con il risultato che l’ho visto sparire in un tunnel argentato privo di uscita. Assicurano che non è andato al macero e lo riavrò all’arrivo. Sarà, ma a me nessuno ha chiesto dove vado. In volo, un piccolo episodio. L’uomo è sulla cinquantina, capelli curati camicia albicocca e collo taurino. È enorme. L’aereo è appena decollato quando l’uomo comincia a scalpitare, stringe i braccioli, chiede un bicchiere d’acqua. Al momento riesce a trattenersi, ma dopo un paio di ore si scatena. Deve essersi svegliato da un incubo, si alza di colpo e prende una testata contro la cappelliera (gli rido alle spalle). Chiama lo steward, chiede dei liquors, parla sommessamente. Al rifiuto, comincia a insultarlo, poi si scusa, poi di nuovo si scaglia contro la mancanza di umanità del personale. Lo steward lo manda francamente a quel paese, interviene la donna e cerca di calmarlo. L’uomo si sporge verso di lei, balbetta qualcosa che il mio vicino dell’Illinois riesce a capire. September eleven was a hard day for everyone bisbiglia nel mio orecchio Eccolo, lo scioccato da undici settembre. Fantastico. Per fortuna, all’arrivo ha solo un bernoccolo. Le bombe erano a Londra…

martedì 19 giugno 2007

Pasolini rima con frustini

Avrei voluto cominciare dalla fuga in spiaggia dopo la presentzione al congresso, oppure raccontare il perchè del titolo del blog o delle definizioni che ho raccolto in questi giorni riguardo al viaggio a Minneapolis. Niente di tutto questo...
Ora di pranzo, piazzetta. Mettevo assieme le idee per il blog, quando spalle a me si presenta l'ombra di un microfono, non faccio in tempo a voltarmi che di fronte ho l'intervistatore e la lente quadrata della camera. Sono infastidito, compaio per la prima volta sul piccolo schermo con mezza albicocca in bocca, l'altra metà in mano e una piccola pozza intorno al nocciolo, gettato a terra con gesto di inciviltà da quattro soldi. Roba da angolo dei voncioni a Eat Parade, roba che Vissani mi manda i proiettili a casa. Scopro però che la domanda non è banale, dietro non ci sono nè Studio Aperto nè Aria Pulita, Prosperini non mi urlerà piscialètt! cagasott! o (peggio ancora) te ghè rasùn, fora di pè... Si parla di Pasolini, sono della Fandango e vogliono attualizzare il documentario che il maestro fece intervistando gente comune riguardo a temi poco dibattuti. Fantastico, rispondo che ho letto gli Scritti Corsari e che ho visto alcuni suoi film, parlo un poco della bontà dell'idea che hanno avuto e dell'inquinamento che l'informazione, come ogni altra cosa (dall'aria al sangue degli sportivi) subisce, un processo subdolo che bisogna combattere. E qui scivolo sulla buccia di banana. Perchè l'uomo vuole mandarmi a Cannes (cercheranno di inviare il documentrio al Festival) e di sicuro alla Rai, non tanto per questa intro quanto per una domanda precisa: cosa ne pensi del sado-masochismo? Conosci il sadomasochismo? Sadomasochismo? MasoSadochismo? Dovevo stare zitto, raccogliere il nocciolo da terra e ingoiarlo. Sbrodolare l'albicocca e schifare l'intervistatore. Ma le albicocche erano finite e il nocciolo era troppo lontano. Certo che lo conosco: nel web è inevitabile vedere anche involontariamete qualche angolo, qualche ritaglio con uomini nudi incaprettati e donne con frustini e divisa da kapò. Eh, fosse solo questo! Dentro di me penso alle e-mail sul viagra, sulle tardone a 30 euro e sulle sexual experiences con piccola foto 1 pollice x 1 pollice che arrivano a valanga sulla posta interna del Poli. Un secondo dopo voglio morire: inevitabile, ho detto così? A chi la voglio raccontare? Sulla Promenade si daranno di gomito, indicando il sex surfer, il guardone da rete che nemmeno ha il coraggio di nascondersi dietro al cespuglio al parco Ravizza, ma sta comodo a casa sbirciando le gallerie gratis dei siti proibiti. Disperato, mi aggrappo al ritornello sulla spazzatura che ci viene proposta ovunque, ma quello incalza, vuole maggior dettaglio, io rispondo che nel sadomasocoso c'è una componente di violenza che non c'entra nulla con la sessualità e che è intollerabile, allora quello la butta prima sul democratico (ma se la violenza è consensuale?? non può proibirla, deve tollerarla) e io glisso, poi sul discriminatorio (trova che anche nell'omosessualità ci sia una componente violenta??) e io intuisco dove vuole parare e nego tutto, l'omosessualità non c'entra niente. Mi chiede se ho presente Salò. Ribatto che se sta pensando di collegare la domanda al contenuto di Salò non sono d'accordo, perchè nel film Pasolini mostrava torture in tutta la loro perversione e stomachevole violenza e non del banale erotismo con attegiamento sadomasochista. Ma mi ingarbuglio, vedo il cameraman che passa dal mio volto a quello dell'intervistatore. Ancora un paio di domande ed è finita. I tre loschi attualizzatori se ne vanno con aria soddisfatta: a forza di tagli e montaggi, dal mio intervento trasparirà un Pasolini in calze a rete e tacchi a spillo e un disgusto viscerale per qualsiasi tipo di pratica sessuale etero e omo che sia. Culatùn e fighett! Oppure verrà fuori una specie di confessione da quattordicenne erotomane a cui hanno trovato Le Ore e Teletutto nell'angolo buio dell'armadio. Non posso farne a meno, almeno lasciatemi il poster con la Prati nuda! Ora spero di essere stato impresentabile col boccone nella guancia. Ora spero nella censura di Gusto, che veda nell'albicocca un prodotto di serra e non il frutto pregiato di una qualche specie protetta.