mercoledì 21 novembre 2007

Sbilanci alimentari

Admundson Hall, stanza 385: più che per il contenuto, la mia presentazione verrà ricordata per la quantità di junk food versata sui tavoli della conferenza. Non era mai successo che un group meeting (relazione del lavoro sperimentale di fronte a professori e compagni) fosse organizzato il giorno prima del ponte di Thanksgiving. Di norma, la settimana viene saltata per evitare che qualcuno possa essere assente. Quest'anno però nessuno nel gruppo torna a casa a gustare tacchino e marmellata e Lanny ha avuto un impegno la settimana scorsa, così che la mia discusisone è stata programmata due giorni prima delle ferie. L'educazione e la prassi impongono che l'oratore provveda al rinfresco. La presentazione deve prima di tutto intrattenere: il pubblico assiste con atteggiamento da cinema più che da conferenza, sgranocchiando noccioline, bevendo coca-cola con la cannuccia, stendendo i piedi contro il seggiolino di fronte. Ma la partecipazione è attiva, le domande misurano l'indice di gradimento, l'esposizione diventa una discussione e finisce per durare un'ora e mezza. Ciò che trasforma la mia presentazione in una libagione è il periodo. La festa di Thanksgiving corrisponde a una specie di fiera del saldo gastronomico e al supermercato su ogni cibo c'è l'offerta pay one get two. Per 3$ acquisto un kilo di M&M, quelli grossi con la nocciolina e non quelli fasulli senza niente. Per 1$ due bottiglioni di coca cola da 2 litri ciascuno, 2$ e mezzo 4 litri di succo tropicale, le patatine, in sacchi da raccolta differenziata, non hanno prezzo. La specialità locale si chiama beagle (come il cane) e al group meeting non deve mancare. Consiste in una ciambella di pane candito che viene tagliata a metà, farcita di formaggio alla fragola, ai frutti bosco o al miele e servita appena sfornata. Evitando di aggiungere il trito di carne, la senape o la maionese, il beagle è buono. Il negozio di beagle è proprio sotto il dipartimento ed è una regola passare a prenderne una decina prima del discorso. Anche lì c'è l'offerta e la panettiera mi manda via con una ventina di beagle caldi e un thermos di caffè su cui ha scritto a pennarello brew for the crew. Devo quasi litigare per uscire dal negozio con meno cibo di quello che vuole darmi, compresa una terrina di formaggio al ribes offerta dalla casa che infila a tradimento nella busta. Il risultato è che parlo davanti a una platea che si strafoga. Lanny sfoggia il suo lato infantile e assiste stravaccato sulla sedia, con un bicchierone di aranciata mentre affonda la mano nel sacchetto di patatine rustiche. Ha messo da parte il beagle, farcito con cura e appoggiato su una tovaglietta giallo canarino. Gli altri bevono succo tropicale mentre fuori c'è la tormenta di neve. Va tutto bene e mi sembra di essere al pranzo della comunione coi parenti chini sul brodo, fino al momento in cui sfodero il dato-controversia. Lanny fa una faccia tipo Monica Lewisky con l'Uomo Invisibile. Poi tossisce, la rustica gli va di traverso. La discussione si accende, io sto con il cinismo del mio amico danese e non credo a quello che io stesso ho misurato. Ma Lanny è magnetico. Smonta la complessità con la facilità con cui un bambino si ingegna coi Lego. Si emoziona, ha dentro di sè il lato emotivo della scienza. Chiede a noi se le sue idee sono corrette, nonostante lavori da più di quarant'anni su quegli argomenti. Si alza va alla lavagna, scarabocchia, siede di nuovo e analizza. A volte beve una sorsata dal bicchierone. Quando la discussione finisce, mi chiede se può prendere i beagle che restano e il formaggio da spalmare. Mi chiede il permesso, che uomo. Davvero sta diventando il mio eroe personale. Non so se sia reale, di certo è umano e molto più vivo di tutti noi. In mancanza di una sua foto, metto quella di Norman, che è nel mio Olimpo ormai da molti anni. P.S. Norman ti vedo in forma... L'hai ritoccata con Acrobat? Non mi sembri lo stesso che è stato avvistato ubiraco in canottiera in una notte gelida nei pressi di Cuneo. Qui radio fante ha detto così, aspetto la smentita.

martedì 13 novembre 2007

La TPU

Amundson Hall, 432: rantolo, fulmine, scocca avrebbe scritto Pratolini per una storia d'amore conclusa amaramente. Invece è la TPU110 millesimata '75. Comincia a rantolare, ma stavolta preoccupante, gutturale. Tendiamo l'orecchio, il rantolo diventa raschio, scocca una scintilla e la TPU si spegne con una fiamma arancione dal lato del controllore. Ascoltiamo il ronzio che muore senza la grinta di Symplicius. Questo un mese e mezzo fa. Scopriamo che la TPU110 è obsoleta e non ci sono parti di ricambio, almeno negli Stati Uniti. Ma esiste una comunità di tecnici in grado di ripararla. Si contano sulle dita di una mano, si conoscono tutti e all'unanimità decidono per noi che la TPU va spedita in Arizona dove verrà riparata per 1300$. Con 200$ in più è incluso il trattamento di urgenza e la riavremo in una settimana. Già pregustiamo la pompa refurbished. Dopo una settimana, silenzio. Deve arrivare il kit, quello delle giovani marmotte, immagino: il kit c'è, ma bisogna rispettare i tempi di consegna della compagnia che lo fornisce. Le settimane diventano due. Appena arriva il kit, tempo tre giorni e la turbo torna come nuova. Alle terza settimana serpeggia il nervosismo. Il kit è arrivato, ma il tecnico non si fa sentire. Chiamate quotidiane non servono a niente. Entriamo nella quarta settimana e mi viene voglia di chiamare Picchio. Why don't we call Woodpecker? Con 1500$ l'aereo riusciamo a pagarglielo, lo ospito io gratis (gli lascio il letto e io dormo sul divano), con una colletta in otto l'uscita la copriamo. Immagino già quanto velocemente Woodpecker potrebbe parlare per l'emozione di una trasferta a Minneapolis, un turbine di parole che neanche un linotipista riuscirebbe a reggere. Al termine della quarta settimana, arriva la chiamata. "Sono appena tornato da New Orleans. La TPU110 è roba da fiera, ormai non le riparano neanche più. L'abbiamo spedita a Boston per vedere se riescono a bilanciarla, ma è molto difficile." L'uomo è sfuggente. Capisco dopo. A New Orleans, mi dicono, ci si va o per il Martedì Grasso o per i bordelli. Considerando che la settimana in questione è quella di Halloween, il tecnico e la TPU110 sono andati a puttane. Lui è tornato intero, bordellatore insaziabile, sbeffegiatore e crapulone, facile al gozzoviglio che rifugge la virtù per seguire il vizio. La TPU torna a pezzi una settimana dopo. Già vedo bambini maleducati che infilano le dita ovunque allo stand delle macchine da vuoto. Già un papà finto competente interrogherà il venditore di turno su improbabili prestazioni del rottame. TPU da baraccone. Ma la cantina di Lanny è piena di tesori. Non importa più, i soldi tornano indietro. Montiamo un modello perfettamente funzionante che Lanny usava per gli esperimenti UV. TPU 070 millesimata '71. E questa gira, con la grinta di Rocky Marciano, con la grinta del Grinta quando gioca a pallavolo e chi perde paga.