Minneapolis, casa mia: a causa di una tempesta, tutte le partite della scorsa domenica sono state rinviate. L'occasione è perfetta per apprezzare il buon giornalismo che il Minnesota Daily propone, al riparo della congiura comunista che strumentalizza l'informazione a livello internazionale. Pregio quindi tutti i lettori di un paio di articoli in cui la congiura appare evidente e pericolosa. A seguito di una sparatoria fra bande rivali con un morto e due feriti proprio qui a Saint Paul, quei comunisti dell'Herald Tribune mettono in discussione il secondo emendamento e il diritto di ogni cittadino statunitense a possedere armi da fuoco. All'attacco alla costituzione si uniscono quei giacobini dello Star Tribune, spalleggiati dai bolscevichi del New York Times e dai trozkisti del Daily Mirror. Unico baluardo contro la deformazione della verità, il Minnesota Daily propone l'elzeviro "Everyone should own a gun for protection and possibly for suicide". L'opininista T.S. scrive con l'anima e non come un prezzolato schiavo del potere o uno scribacchino stalinista delle testate rivali. Il suo punto di forza è che ogni cittadino ha il dovere di difendere se stesso e la propria famiglia in caso di pericolo. Non so se abbia in giardino dei treppiedi con mitraglia contro ogni extracomunitario che si aggira nel raggio di 50 metri, ma sostiene con una punta di autocompiacimento che non bisogna tutelare i diritti dei ladri, dei rapinatori e degli assassini con la legge truffa dell'eccesso di legittima difesa. Fin qui, le sue opinioni sono trite e ritrite e potrebbero andare bene per una puntata dell'Antipatico o per un'analisi di Del Debbio. Ma, e l'uomo si supera e fa della filosofia che neanche Vattimo, nell'altra metà dell'elzeviro analizza la possibilità di suicidarsi. La pistola è flessibile, non è solo un dovere ma regala dei diritti. Certo, non è un paese libero un paese in cui il suicidio è ritenuto un omicidio e il suicida un assassino, ma il diritto ad avere un'arma risolve di gran lunga la questione, dal momento che un colpo di calibro 45 è più efficace di un tuffo dal quinto piano (cosa che non a tutti gli Americani è data, avendo di norma case a uno o due piani) e assicura che nessun altro possa andarci di mezzo, cancellando la possibilità di fare del male ad altri che a se stessi. In realtà, T.S. non avrebbe attirato la mia attenzione se non avesse dato il meglio di sè in una piccola frase, sbadata, scritta verso la fine dell'articolo. La pistola, si legge, è l'unico strumento accetabile in caso di eutanasia. All'inizio non avevo fatto caso. Stavo quasi per buttare il giornale, poi ho riletto e ho deciso di abbonarmi. Non scherzo: un'eutanasia pulp non l'avevo mai sentita. Penso immediatamente a Welby... un plotone di esecuzione per il poveruomo, non più l'iniezione, ma una scarica di piombo. Pannella e Capezzone che finiscono a colpi di semiautoatica l'infermo paralizzato a letto. Crivellato come uno scolapasta. Un bagno di sangue all'insegna del diritto alla dolce morte. Cosa scrive T.S.? La verità, che i comunisti volevano insabbiare con i loro raggiri? La conferma che il Minnesota Daily non ha paura di niente e nessuno arriva qualche settimana dopo. Finalmente qualcuno ha il coraggio di attaccare le minoranze e l'eccesso di tutela nei loro confronti: "Small Town Holds Annual Gay Shame Parade" sbattuto in prima pagina. Prima pagina. La cittadina di Grand Plains nel Nebraska celebra ogni anno la giornata contro gli omosessuali. Altro che Orgoglio Gay, transessuali che ballano in Corso Venezia, Cupidi ultra sessantenni in perizoma che scoccano frecce d'amore all'incrocio con i giardini di via Palestro, qui non si scherza mica, gliele cantano su senza paura a tutti i frustoni che provano anche solo a passare per la highway. Ogni anno nella cittadina si tiene una sfilata di carri contro l'omosessualità, con lancio di oggetti all'indirizzo dei fantocci ed elezione dei tre allestimenti più rappresentativi. Quest'anno vince il carro del reverendo Fred Brandeen, dal titolo "Burn in The Eternal Flames of Hell" ma il risultato è bugiardo perchè al secondo posto c'è il carro "No Son of Ours", in cui un padre punta il dito contro il deviatissimo figlio teenager mentre la madre piange per la vergogna. Provate a proporre il dibattito Sgarbi-Cecchi Paone o anche solo a guardare una puntata della Macchina del Tempo. C'è gente che ha il coraggio di dire ciò che pensa a Grand Plains e i culatun non li tollera. Nell'articolo si legge che questa buona vecchia tradizione ormai trentennale è anche l'occasione per apprezzare del cibo gustoso ed è diventata a tutti gli effetti una pietra miliare della cultura e dell'identità locale. Evviva le tradizioni che i comunisti vogliono cancellare. Vorrei vedere l'effetto che fa lanciare tra la folla inferocita una copia del best seller di Aldo Busi "Bisogna avere i coglioni per prenderlo nel culo" con tanto di foto dell'autore sul retro o suonare a tutto volume i pezzi di Cristiano Malgoglio solista con l'autoradio estraibile anni ottanta di Fuina, oppure sottoporre il reverendo a una puntata di Buona Domenica con Platinette. Rena, Ste, Scar, Mic, Mancio e Fede sono avvisati, c'è una tappa obbligata nel tour degli States e del materiale da portare. E sono avvisati tutti quei comunisti che da noi si permettono di firmare articoli per il Corriere e il Sole 24 ore: qui nel Midwest non scherzano per niente.
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1 commento:
che strani gli USA!!no??
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