Admundson Hall, aula C85: il diritto alla demonizzazione è un diritto? No di certo, ma è una pratica parecchio divertente. La mia professoressa di filosofia sosteneva che non bisogna essere razzisti coi razzisti perchè la democrazia esiste e funziona anche grazie alla presenza di persone che continuamente cercano di distruggerla, ricordandoci in questo modo quale sia il suo valore. Arguto paradosso che lei attribuiva a Von Humboldt e che noi attribuivamo alla confusione fra diritto al dissenso e tiro al bersaglio contro il capro espiatorio di turno. Quando l’ulitmo giorno di quinta le piombò addosso un uovo marcio scagliato dai gabinetti del quarto piano, tutti abbiamo pensato alla mano di Dio. Qui a Minneapolis la questione è simile. C’è un grosso dibattito sulla possibilità che l’etanolo possa contribuire in maniera sostanziale al raggiungimento di obiettivi energetici e ambientali (la sostituzione di una quota significativa di energia provienente da fonti non rinnovabili e la riduzione delle emissioni di gas serra). La produzione di etanolo è sostenibile e per questo appetibile sotto molti aspetti, non ultimi quelli politici. La questione si articola su tre punti: il calcolo del parametro NEV (Net Energy Value), il calcolo del volume di CO2 emesso dalla combustione di etanolo rapportato a quello emesso dai combustibili tradizionali e il bilancio economico dei sistemi che producono etanolo. Il parametro NEV indica se la produzione di entanolo necessita di più energia proveniente da fonti non rinnovabili di quanta l’etanolo stesso ne fornisca. Se risulta superiore all’unità, la produzione è conveniente, in caso contrario infattibile. NEV è un paramtero energetico e non tiene in conto della qualità del prodotto etanolo, né della necessità (storica?) di trovare fonti alternative ai combustibili fossili. Per dare un peso al suo significato basta pensare che la produzione di energia elettrica ha un NEV molto inferiore a 1 ma nessuno metterebbe in dubbio la necessità di produrre energia elettrica. In ogni caso, le scuole di pensiero sono due e si distinguono in base al numero dei parametri tenuti in conto: quelli che dal calcolo ottengono NEV superiori a 1 e sostengono la produzione di etanolo e quelli che calcolano NEV inferiori a 1 e la avversano. La prima scuola ha lo zoccolo duro qui a Minneaopolis e in pratica tutti i professori sono schierati a favore. I contrari provengono per la maggior parte da Berkley. Dopo dieci lezioni nel corso di Fonti Rinnovabili in cui il professore dimostra in tutte le maniere che l’etanolo conviene, che oltre a berlo bisogna bruciarlo, dopo che palesa di fronte all’aula stupefatta che il calcolo della fazione dei negazionisti è sbagliato, dopo che svela la truffa e ci dà dei plagiati sostenendo da pasionario qual'è che ci stanno privando di un mondo nuovo e più equo, dopo che grazie agli interventi di altri professori ci illustra mille tecniche alternative per produrre tutta la chimica organica, per par condicio chiama a parlare un avversario. Sceglie il professor P***c. Io non so quale fosse la motivazione che ha spinto il professore a dare una persona in pasto a una platea infeorcita. Sadismo credo. So due cose: la prima, che riesco a capire l’uomo P***c e la sua ostinazione, la seconda, che era dai tempi dell’autogestione che non partecipavo all’ora di insulti. A P***c è concesso di argomentare le sue ragioni per un’ora e mezza. La situazione precipita quando chiede se ci sono domande. La sessione dura un’ora e si tratta di provocazioni, pignolerie, domande insensate e cattive, pochissime quelle valide. A ogni risposta scatta la disapprovazione, i barricaderi si armano di calcolatrice e di offese, P***c non deve uscire vivo dall’aula. Io sto con P***c. Non perché è attaccato a un misero NEV o a qualcosa che gli altri pensano un errore, sto con lui perché non dà speranza. La nega categoricamente e testardamente: non c’è modo di sostituire i combustibili fossili con quelli rinnovabili se non in maniera inconveniente. Con ironia il professore ribatte che l’età della pietra non è finita per mancanza di pietre. P***c sostiene il contrario, l’età dei combustibili fossili finirà per mancanza di combustibili fossili o perché i problemi ambientali saranno così urgenti che non si potrà fare a meno di smetterla. P***c mi piace perché è umano: la sua teoria è che perseveremo finchè l’evidenza o la costrizione non ci obbligheranno a finirla. E aggiunge che potrebbe essere troppo tardi in caso la temperatura della terra sarà eccessiva. P***c mi piace perché ricorda quanto a ciascuno sia indispensabile il proprio egoismo e non se ne possa fare a meno, neanche su scala planetaria. Perseverare è essenziale. Mi ricorda l’apertura di Otto e ½ in cui l’infermiere leggendo un giornale dal titolo “Chi penserà ai miei 5 figli?” chiede al protagonista: “Che ci prepara di bello, un altro film senza speranza?” Ma più di tutto, P***c mi piace perché una volta ancora mi ha fatto provare il fenomeno dell’immedesimazione nella folla: dal momento che tutti insultano insulto anch’io, anche se avrei mille ragioni per non farlo. Per esempio, a me Pagliuca è sempre stato simpatico ma quando il Bologna giocò a San Siro, con Rena e Ste passammo una partita intera a cantare che mamma di Pagliuca regalava prestazioni orali ai tifosi. Pagliuca prese quattro reti, di cui una di Ganz col sedere. Nell’ultima autogestione il gruppo di studio a cui partecipavo era chiamato “Un minuto di insulto a” in cui veniva eletto ogni giorno un capro espiatorio oggetto degli insulti: si pensavano gli insulti, in grande democrazia li si sceglieva e poi partiva una scarica pazzesca addosso al poveretto. Il migliore fu il tentativo di P****i di uccidere la C*****s spremendole un limone addosso al grido di “Muori, cozza!” da cui scaturì un tormentone per cui per un anno chiunque avesse in mano bibite al limone o fette di limone nei cocktail tentava di uccidere la C*****s. Allora, con grande nostalgia penso che P***c ha proprio la mamma maiala. P***c, che tu passassi sotto il traliccio che Marco Camenisch ha appena tagliato e ti cascasse addosso. P***c io so che il sonno della tua ragione genera ecomostri. So che sei il dottor Frankenstein degli ecomostri, che provi piacere ad assemblare condomini-pollaio in nome di un generico anti-ambientalismo, so che hai un manipolo di architetti reietti dallo studio di Fucsas che disegnano per te casermoni a Punta Perotti. P***c nel prossimo assalto alla baia di Campese ce ne sarà anche per te. P***c avveleni le acque, fai i patti col demonio, sei l’emblema dell’abusivismo. La tua teoria farà la fine dello Scheletrone di Palmaria. Ne sono sicuro.
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2 commenti:
eddai accetta la sfida ad hattrick..
visto la grande salvezza conquistata a pochi minuti dalla fine..sono fiero di me con un girone di ritorno da promozione..e ora si rinforza la squadra..
mi spiace per l'infortunio..cavoli bella mazzata, mi spiace davvero. Però non schieravi i titolari vero????
io devo accquistarte qualcuno..chi mi consigli?(ruolo)
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