St. Paul, St. Anthony Park. Pubblico delle grandi occasioni per la seconda giornata. Oltre a un paio di personaggi non identificati, 3 nuovi arrivi a seguire la lega. Una è Frida, nota barbona del posto, sdraita in mezzo al prato e mezza infagottata in una coperta. Gli altri due sono il bidello Tim e il bidello in pensione Hank. Tutto il mondo è paese, anche qui i bidelli li si chiama solo per nome e mai per cognome, dopotutto non sono professori. Ora però so anche cosa fanno i bidelli in pensione, dal momento che ho perso le tracce del bidello Silvano e una sola volta ho incontrato la bidella Anna al mercato comunale di piazza Fusina. Qui guardano partite di calcio scadenti. La presenza di Tim e di Hank è motivata dal ritorno in campo di capitan Emìl K. per la squadra avversaria, dottorando rumeno a quanto pare rinomato per le giocate spettacolari. La sera prima, sabato, avevo lasciato Emìl e altri amici alle 4 e mezza in quello stesso parco intenti a passare il tempo con qualche canna e con uno strano acido autoprodotto che si erano portati dai laboratori direttamente dentro una provetta. Non credo siano tornati a casa, dato che la paritita si giocava alle undici del mattino. La mia squadra ha i giocatori contati. Niente riserve, penso a un boicottaggio contro le regole fasulle della lega, invece due professori hanno invitato i rispettivi alunni a casa per un pranzo di inizio autunno. Emìl si presenta fresco come una rosa con gli stessi calzoni corti e le stesse scarpe della sera prima. Cambia solo la maglia. Un minuto di amarcord prima del fischio di inizio e grande nostalgia. Mi chiede del calcio italiano e io per farlo contento snocciolo tutti i giocatori rumeni del Brescia che conosco, da Sabau a Hagi, senza dimenticare Raducioiu, Lupu, Petrescu (ha giocato anche nel Brescia?) e lui, contento, ribatte con Walterone Zenga e Nicola Caricola attualmente alla guida di due club rumeni. Ma finisce a tarallucci e vino quando mi rivela di avere lui stesso dei parenti a Brescia (e sfido a trovare un rumeno senza parenti a Brescia) e di essere stato a Milano, di cui apprezza parecchio la stazione centrale. Non gli dico invece che il mio amico Federico *ongelli voleva organizzare un viaggio di turismo sessuale in Romania, giusto per non scaldare gli animi nel pregara. Il pubblico si aspettava il Maradona dei Carpazi e invece Emìl è stonato più di N****o il giorno delle olimpiadi di matematica a Cesena o di V***o a Spotorno quando cerca di rifilare pasticche di ecstasy dicendo che fanno perdere due kili a botta. La partita in sè è deludente e vinciamo con uno schiacciante 1 a 0 siglato dal nostro portiere. Sono l'unico a non festeggiare perchè mi rifiuto di accettare che il mio portiere scarti avversari al limite dell'area e tiri come un attancate. Ma sono una minoranza silenziosa. Mi distinguo soltanto per un fallo cattivo e insensato contro l'ala avversaria, rea di non avere la palla e di essermi capitata a tiro proprio mentre avevo bisogno di sfogare la rabbia e l'amarezza che ho maturato in settimana. L'accenno di rissa è placato da Emìl. Gli sono grato, se passa a Milano lo porto a vedere i due parchetti a fianco della stazione e i bagni con frequentazioni equivoche. Bene. Siamo ancora in corsa per i playoff.
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