venerdì 14 settembre 2007

Come eravamo

Minneapolis, casa mia: dopo due settimane di isolamento molti si sono chiesti che fine ho fatto. Tutto bene. La mia dieta consiste in: una tazza da un litro di caffè, gentilmente offerta dalla segretaria nana (e non armonica) del dipartimento, Miss J. P. che ogni mattina in piedi sulla sedia prepara un termos di caffè per tutti gli studenti del piano; un pasto unico, consumato verso le cinque del pomeriggio, a base di colesterolo, uova, grassi, oli saturi, fritti di provenienza vietnamita, ortaggi geneticamente modificati e altre primizie che la gastronomia locale offre. Sabato e domenica cucino io ed è peggio. Sono in gran forma. Il mio stato attuale è rappresentato nella foto. Sono sulla spiaggia del lago Cahun ad un raduno marxista-leninista, mentre mi asciugo dopo una nuotata. Al supermercato non ho trovato le lamette da barba. Il barbiere vicino a casa ha il morbo di Parkinson e non mi sono fidato. Ma sto bene così. I miei fratelli S*****o e R****o mi riconosceranno ugualmente. Altra grossa curiosità che preme i miei lettori è la casa. Vivo in 20 metri quadri. Non di più, mi sentirei tremendamente solo se la mattina alzandomi non vedessi frigorifero, cucina, doccia, water, scaldabagno e divano. Mi sentirei in un'orrenda e desolata prateria se potessi liberamente camminare per raggiungere il tavolo al posto che trovarlo esattamente a mezzo metro dal letto e a mezzo dal televisore. E non mi sentirei a casa senza moquette ovunque, fin sulla soglia della tazza. Casa mia casa mia per piccina che tu sia, tu sei come una badia. Ce lo ha detto una sera un barbone ubriaco davanti al GS di via Spinoza infilandosi in un misterioso sottoscala fra i cartoni e le cassette vuote. Ha ragione. Casa mia è su una collina che si affaccia sul Missisipi. Si trova in una zona verde di villette con giardino. Peccato abbiano costruito un muro per separare il fiume dal quartiere. Per proteggerlo da troppa natura hanno aggiunto l'autostrada. Ma quando non passano auto si sente scorrere il fiume. Ecco una mia foto mentre scendo in abiti da casa a predere l'acqua. A volte invito degli amici. Molti pensano che io sia diventato un'eremita, ma in certi momenti si ha necessità di stare soli. Alce Nero andava sulla collina a digiunare e tornava soltanto dopo che le allucinazioni gli avevano rivelato la via. Scar non credo digiuni, ma condivide perfettamente la mia volontà di isolamento. In ogni caso, rimango un social guy e qualche volta per evitare di parlare da solo invito il mio amico Brian. Nella foto lo si riconosce dal cappello, mentre lo accolgo sulla soglia della mia umile dimora con un grande abbraccio. In queste due settimane ho trovato chi odiare, ho trovato un nemico che ho studiato attentamente e di cui scriverò prestissimo. Ho anche letto molto e preparato una rassegna stampa a livello locale di notevole interesse per tutti coloro che sono appassionati di buon giornalismo, giornalismo vero, fatto da gente che sul posto ci va e che non sta in ufficio attaccata al telefono. Per fortuna che la stampa indipendente e non sobillata dalla congiura comunista si può trovare anche qua. Le due testate migliori portano il nome di Onion e Minnesota Daily. Una ventata di informazione pulita in un panorama che fomenta odio e strumentalizza le notizie. Troppe anticipazioni fanno male. Per adesso lascio queste immagini di me.

1 commento:

Death by stereo ha detto...

donny ti adoro..un giorno appena avrò perso un paio di kg verrò ad assaggiare la cucina americana con una grattugiata di colesterolo sopra..dato che non basta mai..ihihih