Minneapolis, Dinky Town, da Erik: la bicicletta mi costa 100$, il lucchetto 60. Se devono rubare qualcosa, prendono il lucchetto e lasciano la bicicletta. Erik si presenta in forma di commesso obeso venticinquenne che sazia la mia curiosità con tecnicismi incomprensibili a cui rispondo sempre Jeez. Sarà che mi faccio capire male, ma esco orgoglioso della mia bicicletta marca Jazz, millesimata 99, con U-lock Kriptonite che mi conferirà super poteri. Dopo due metri, svolto nel vicolo a finaco al negozio e con il set di brugole che mi hanno dato in omaggio, abbasso il sellino, aggiusto un poco i pedali e assetto tutto ciò che il commesso aveva misurato e modificato con pazienza. Faccio appena in tempo a ripartire che il commesso esce dalla porta sul retro e mi saluta. C'è mancato poco che gli spezzo il cuore. Vado in laboratorio ed esco tre ore fa. La serata è calda. Per tornare a casa ci sono una salita, una discesa, di nuovo una salita più lunga, un piano e la discesa finale: tappa piuttosto varia, servono doti polivalenti. Alla prima salita sento la voce di Adriano De Zan che mi sospinge al traguardo, ma dopo cinquanta metri desisto e piego verso il ponte e la West Bank. Minneapolis è una delle città con più kilometri di piste ciclabili degli Stati Uniti. Seguo un tracciato che costeggia il fiume, illuminato da lampioni che mandano luce gialla. La strada è pianegggiante e a volte si allontana la riva per passare in mezzo ai palazzi. Non c'è nessuno in giro, seguo semplicemente la regola di rimanere in piano per non fare fatica. In laboratorio tutti sono appassionati di ciclismo e mi tempestano di domande sul Giro d'Italia. Alla domanda: chi ha vinto l'ultima edizione? ho risposto in sequenza Petacchi, Basso, Savoldelli, Fondriest e Cleto Maole e non so se ho indovinato. Alla domanda: cosa ne pensi della piaga del doping? grido allo scandalo i giuìn son tutt drugà! e dentro di me ricordo l'immagine che Davide S*****i mi ha regalato una volta parlandomi della sua esperienza amatoriale nel ciclismo e di avversari che si facevano pere di doping nascosti in fantomatiche roulotte a bordo strada prima della Podenzano-Piacenza-Fiorenzuola. Senza doping e con il preziosissimo lucchetto mi fermo in un punto dove il fiume fa un'ansa, nel centro di St. Paul, dopo avere padalato circa un'ora. Le Twin Cities sono piacevoli, non hanno monumenti o palazzi da mostrare, sono due enormi città giardino dominate dal fiume e dai laghi. Non c'è grossa varietà nel paesaggio o nell'architettura, più o meno tutto appare come il ponte per l'isola di Harriet o come il lungo fiume. Mi fermo, scatto qualche foto e torno indietro lentamente, gustando la pioggia che ha comincaito a inumidire l'aria.
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3 commenti:
Ma non era Davide De Zan???Ma la mia cultura ciclistica è pari a zero più o meno...schivo il Giro d'Italia quando c'è come la peste...la bici mi piace quando sono io a pedalare!
la bici è una tappa fondamentale per chi deve viver una nuova cittàà...io a valencia, fede a roma etc etc etc..
Il ciclismo però mi lascia un po' indifferente..affascinante ma l'idea che tanto tutti hanno merda nel sangue non me lo fa amare molto.
Un po' cm se norman andasse in bici...(vero amico saviglianese dal sangue alcolico..)
Belle foto..ma aspettiam foto di amici e panciuti..voglio la vera america da telefilm..
ti sei presentato dicendo ciao: nome
cognome
indirizzo residenza
nascita
albero genealogico
come fanno gli americani nei telefilm..basta sentire un accento un po troppo minnesota e partono con le divagazioni, sai io sono a nato li, ma mia nonna la, e poi blah blah..peggio dei calabriiiiiiii!!:)
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