Admundson Hall, ufficio 439 : soffia un vento fortissimo per le vie di Minneapolis. Piega le cime degli alberi, fa vibrare cartelloni pubblicitari e semafori, solleva folate di polvere lungo Franklin Road da riasfaltare. Quando il movimento si incanala fra i palazzi, la velocità aumenta e si sente fischiare. I passeri stanno rannicchiati nell'erba, a volte cercano di recuperare i rami provando a spiccare il volo, ma ricadono qualche metro più in là. Ho freddo, anche se il termometro della banca segna 95°F, circa 35°C: non sono l'unico, in strada la gente porta la felpa. Lanny è fatto a S: a modo suo conserva una certa armonia nell'equilibrio fra la curvatura della pancia e quella della schiena. La deformità lo iscrive alla categoria degli scienziati genuini, quelli che ispirano fiducia, santi laici e passionari che non hanno niente da spartire con gli scienziati-manager o mass-mediatici. Una specie di eroe della sua fetta di scienza. Vuole che gli si dia del tu perchè non riesce a trattare in maniera informale chi lo tratta in maniera formale. Non ho idea come si dia del lei in Inglese e il problema non si pone, ma la cosa mi piace, conferma le mie sensazioni. Tollera gli sfottò: in laboratorio spuntano fotomontaggi, ritagli e disegni che lo ritraggono col corpo da culturista, nei panni di Babbo Natale mentre ascolta un bambino dalla testa di dottorando baffuto, col corpo da idra delle rocce o da Mick Jagger che si piega sul microfono. Dicono che se entrasse il presidente degli Stati Uniti nel suo ufficio, lui lo manderebbe via se non avesse tempo o lo interromperebbe per ascoltare la telefonata dello studente. Tratta tutti allo stesso modo e accetta vantaggi e svantaggi di questo comportamento. Il suo fisico lo ha reso mitico e ha plasmato il suo carattere: ha voce potente, alle conferenze parla senza microfono nonostante la testa punti verso il basso. Mi fa accomodare di fianco a lui. Dalla scrivania spunta praticamente solo la testa perchè la sedia accompagna la curvatura della schiena: siede come se stesse scivolando giù dalla poltrona, una posizione alla Felice Caccamo estremizzata. L'atra sedia dell'ufficio, su cui mi ha fatto accomodare, sembra quella del pic nic dei bambini e mi ritrovo accucciato come i passeri nell'erba. L'ha modificata apposta, togliendo la leva per alzarla. Commento i miei dati, il lavoro di circa 2 anni. Il giorno prima, Lanny aveva organizzato un incontro in cui dovevo presentare gli stessi dati agli alunni e al gruppo, con tanto di panini, fette di anguria, cetrioli con burro e salsa di arachidi, stuzzichini e platea annessa. Non credo che a Lanny piacciano gli happenings (di certo non è mondano), perchè degli invitati mancava soltanto lui, che aveva organizzato tutto. Mi dice che si era dimenticato, ma non gli credo. Perciò devo replicare in forma privata nel suo ufficio. Partecipa molto, avevo programmato un discorso di 25 minuti, ma andiamo avanti un'ora fra domande, dati, approfondimenti. Il suo giudizio è criptico, cerco di interpretare le sue espressioni, ma ne fa tante che Marcel Marceau a confronto è una statua di sale. A volte si avvicina allo schermo, a volte fissa gli scaffali di fronte, altre volte rivolge lo sguardo agli attestati che tappezzano la parete. Fa domande difficili e ogni volta mi precede: è molto bello discutere con lui. Verso la fine, manda un fischio, fa spazio sulla scrivania, recupera un foglio e appunta qualcosa. L'episodio si ripete qualche slide dopo. Quando concludo, mi guarda e mi chiede perchè non scrivo due articoli sul mio lavoro (qualcuno deve avergli fatto una soffiata, lo sto già facendo) e mi chiede se per la terza volta posso presentarli ad altri studenti. Lo interpreto come un giudizio positivo. Poi, con fare bonario si avvicina e mi snocciola il suo punto di vista. Mi dice che secondo lui è meglio che io faccia altri esperimenti: userò un nuovo reattore, una nuova tecnica di campionamento, un nuovo software per interpretare i dati. Così smetterò di usare strumenti che se pur precisi, sono un poco passati e mi convincerò che l'interpretazione è un'altra, figlia di una diversa, più sofisticata, metodologia sperimentale. Sono proprio un pulcino: non so se rimanerci male o bene. Mi consiglia di prendermela comoda, ambientarmi e farmi piacere il caffè americano di cui avrò bisogno nelle nottate in laboratorio. Arrancando (mi vienie in mente Igor che porta le valige), mi accompagna fuori dall'ufficio. Oltre al portatile, in mano ho il plico di fogli con le bozze degli articoli. Il caro Lanny li ha appena gettati fuori dalla finestra: dentro di me, li osservo volare via spazzati dal vento e disperdersi da qualche parte per le vie della città.
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4 commenti:
arrancare comme norman che al traffic me lo son trovato davanti con 2 bicchieri di quelli alti da coca cola pieni di birra..nella sua splendente magrezza e sudore.
Bello legger..ma io voglio almeno una forto di sto tipo..
intanto, tornato da montagna e visto maxi concerti..
ci si sente
che bello, penso di non postare più solo per elggere i tuoi post!!
cioè insomma..hai capito!!
...nottate in laboratorio??? ...meglio una sana birra e 60 dollari in meno nel portafoglio :) ..beh quanto meno ti ha preso in simpatia!!
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